Scrive il sindaco di L’Aquila Massimo Cialente su FacebooK:

Finalmente.e definitivamente è stata chiusa l’indagine, durata circa 18 mesi , sui lavori di casa mia, sulla vicenda metro ed altro. Indagine che credo abbia esplorato tutta la mia vita negli ultimi 12 anni.

Mi è appena stato notificato un atto giudiziario, un avviso di garanzia.

Da quello che ho potuto capire, dalla montagna di intercettazioni, sono emerse due mie telefonate: la prima per cercare di far partire al più presto i lavori di demolizione di una grande cooperativa edilizia, i cui residenti ho seguito, sempre nel mil ufficio, sin dal 2009, per le gravi duifficoltà normative che avevano incontrato e rallentato per anni la ricostruzione.

La seconda perchè avrei sollecitato, cosa che ho fatto più volte, il pagamento di un SAL per una ditta che stava per fallire.

Interventi di questo tipo li ho fatti più volte, di sollecitare il pagamento dei SAL, per tuttii, soprattutto per casi disperati.

Purtroppo il fallimento, poi avvenuto, di quella ditta, ha provocato danni drammatici a tanti cittadini, la cui ricostruzione è ancora bloccata, ed alla stessa città.

Massimo Cialente
Massimo Cialente

Non credo di aver commesso un reato. Addirittura, nelle stesse condizioni credo che avrei l’obbligo, come sindaco, a difesa e nell’interesse dei miei cittadini, di rifarlo.

Spero ed ho fiducia, come sempre, nei giudici.

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