L’Aquila, Cgil ed Inca Cgil: “Servono azioni di sostegno al reddito”

di Redazione | 14 Luglio 2022 @ 13:17 | POLITICA
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L’AQUILA – “Il quadro socio-economico della Provincia dell’Aquila continua a presentare tratti di forte criticità.” Lo affermano il Segretario Generale della CGIL Provincia dell’Aquila, Francesco Marrelli e il Direttore del Patronato INCA CGIL Provincia dell’Aquila, Dario Angelucci

La crisi economica, la contrazione dei salari, la povertà lavorativa, le basse pensioni, la precarietà e le disuguaglianze rendono fragile il nostro sistema sociale, rischiando di comprometterne la tenuta, anche a seguito di una progressiva riduzione dei servizi pubblici essenziali, quali: sanità, scuola, trasporti. I nostri territori sono caratterizzati da un progressivo invecchiamento della popolazione e da una forte crisi demografica; solo nei primi quattro mesi del 2022 (gennaio-aprile) la nostra provincia ha visto una ulteriore contrazione dei residenti di 623 unità, tra saldo naturale e saldo migratorio. 

La pensione media di vecchiaia e di anzianità di un uomo in Provincia dell’Aquila ha un importo pari a 1062.28 euro, a fronte di una media regionale di 1255,62 euro, con un valore al femminile pari a 687,27 euro, per una media complessiva di euro 909,78, che attesta come il valore medio delle pensioni nella nostra provincia sia il più basso dell’intera regione. Per chi invece è in età da lavoro pesa la precarietà, la disoccupazione e la disuguaglianza, che lo strumento del Reddito di Cittadinanza tende ad arginare, come evidenziato dai dati del Rendiconto Sociale 2021 dell’INPS.

In provincia dell’Aquila ci sono 8457 nuclei familiari percettori di RdC/PdC, per un numero di persone coinvolte pari a 17.323, che in termini percentuali rappresentano il 6% dell’intera popolazione provinciale.  La difficoltà di accedere ad offerte di lavoro concrete rende più ampia la sofferenza delle famiglie e conferma l’esigenza di rafforzare gli strumenti di sostegno al reddito, in particolare laddove il mercato del lavoro non presenta una particolare dinamicità.

Nelle aree interne della regione Abruzzo l’aumento dei prezzi dell’energia e l’aumento delle materie prime sta determinando una forte preoccupazione per la stagione invernale. Rischiamo che le persone con maggiori fragilità debbano rinunciare a scaldare la propria abitazione, dopo aver rinunciato a tanti altri beni di consumo. Non possiamo sottovalutare il portato di un’inflazione pari all’otto per cento in una realtà già sofferente per le ripetute crisi economiche che ha dovuto attraversare e che ha visto una riduzione del numero degli addetti, la precarizzazione del lavoro e il ricorso continuo agli ammortizzatori sociali. 

Oggi occorre ricreare una rinnovata comunità di intenti capace di ricostruire un clima di fiducia nella società. Alla politica spetta il compito di comporre i diversi interessi verso obiettivi comuni di sviluppo senza cedere alla tentazione di mettere al centro l’impresa ed il libero mercato. La partecipazione deve essere lo strumento per ricomporre gli strappi che si sono generati sino ad ora. Solo attraverso scelte condivise è possibile superare questa crisi sociale ed economica, rimettendo al centro le persone e non più il profitto o gli interessi di pochi a discapito di una intera collettività. La ricerca di idee, lo sviluppo di nuove competenze, un utilizzo ragionato delle risorse pubbliche, la valorizzazione ed il potenziamento del sistema pubblico dei servizi, la stabilità occupazionale, gli investimenti pubblici e privati derivanti anche dalle risorse del PNRR, la tutela e la conservazione ambientale, devono essere argomenti alla base di un grande confronto con le parti sociali che operano sul territorio.

Il contrasto alla povertà assoluta e relativa deve essere al centro di ogni ragionamento di sviluppo territoriale. Le politiche passive e attive del lavoro devono marciare di pari passo e bisogna restituire un futuro alle giovani generazioni, bisogna saper scegliere i percorsi decisionali e non affidarsi all’analisi descrittiva del dato economico, come elemento esaustivo che giustifica il presente, lasciando al mercato il ruolo di regolatore del sistema sociale ed economico.

Bisogna avere il coraggio di valorizzare le azioni di sostegno al reddito, insistendo soprattutto sulla leva fiscale, anche attraverso una maggiore progressività quale elemento di redistribuzione della ricchezza. E’necessario sostenere il potere di acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori, dando alle persone il senso di una società che vuole scommettere sul futuro e sul benessere collettivo. Il soddisfacimento dei bisogni materiali non è rinviabile e per questo riteniamo necessario lanciare una sfida in termini di confronto ai soggetti della rappresentanza collettiva e delle istituzioni.”


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