L’Aquila, ‘Cantieri dell’Immaginario’: La signorina Else il 22 luglio

L'evento avrà luogo venerdì 22 luglio alle ore 18.00 presso l'Auditorium Del Parco

di Redazione | 21 Luglio 2022 @ 12:11 | EVENTI
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L’AQUILA  –  Per I Cantieri dell’Immaginario dell’Aquila il Teatro Stabile d’Abruzzo, Andrea Schiavo e H501 presentano “La signorina Else” di Arthur Schnitzler, traduzione e drammaturgia di Diletta Masetti, con Diletta Masetti, regia Claudio Jankowski, scena “Mirroring Labirinto 2021” di Michelangelo Pistoletto, maschera Ca’ del Sol Venezia, musiche Tchaikovsky, Beethoven, Schumann, illustratore Federico Mele, costumi Maria Colaneri e Daniela Iaffei, collaborazione alla messinscena Andrea Vari, responsabile di compagnia Ilaria Ragni. “La Signorina Else” di Arthur Schnitzler, è un sogno per voce sola, espressione maliziosa e conturbante della condizione femminile del ‘ 900. Else è un piccolo gioiello abbandonato in un salotto polveroso: ironica ed esibizionista, maliziosa e intraprendente, nel corso del suo flusso di coscienza rivelerà il suo stato di totale e spietata solitudine e di insoddisfazione nei confronti del tessuto umano che la circonda. Posta di fronte alla necessità di prostituirsi per salvare suo padre dal suicidio e la sua famiglia dallo scandalo, si sacrifica per poi perdersi nel delirio e svenire. L’allestimento ideato da Claudio Jankowski e incarnato da Diletta Masetti si configura come una rilettura agile e aerea e colloca Else in una dimensione onirica, ove il sonno, il suo presunto avvelenamento, i fantasmi della società, le costrizioni e le visioni assumono tratti sfumati e accattivanti, travolgenti come un giro di valzer. Altra protagonista essenziale dello spettacolo è la scena “Mirroring Labirinto 2021” ideata e realizzata da Michelangelo Pistoletto, uno dei padri dell’Arte Povera. “La signorina Elsa – spiega il regista – è uno spettacolo visionario che mette in luce un flusso di coscienza. In quest’ottica, ho voluto proporre non una semplice scenografia, ma una vera opera d’arte che viva intorno alla protagonista. L’attrice ha quindi la possibilità, grazie alla scena ideata da Michelangelo Pistoletto, di confrontarsi benissimo in questo contenitore, ossia il labirinto, che è struttura estremamente semplice, quasi ridondante, povera, ma allo stesso tempo efficace per quello che l’attrice andrà a vivere nella sua performance Nel labirinto, inoltre, c’è la stanza di del personaggio che si riduce a una figura di cartone ritagliata, dove è presente un riflettore che darà spazio a un momento importante dello spettacolo. Sono incantato dall’arte e dalle opere del maestro biellese, che riesce a creare bellezza anche con materiali semplici e fruibili, ma che, grazie a lui, diventano contenitori di un pensiero o di un messaggio. In questo processo non c’è più una trasposizione concettuale, anzi, l’artista riesce offrire una dimensione e un senso più profondo alla realtà. È proprio questo il ruolo della scenografia, che sarà viva, si modificherà e si muoverà, diventando funzionale alla vita vissuta dall’attrice. Credo che nelle opere del maestro ci sia la vita dentro e io quella vita lntendo portarla dentro il teatro”.


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