L’Aquila, bus notturni sospesi in attesa degli universitari. Ma potrebbero essere utili comunque?

di Alessio Ludovici | 20 Giugno 2021 @ 06:30 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Era il 2011, in autunno. Una giornata storica per L’Aquila, decine e decine di giovani e studenti, quelli dell’Udu L’Aquila in primis che per anni, almeno decennio, si erano battuti per anni per averlo. Proteste, proposte, richieste e petizioni alle amministrazioni che si succedevano alla guida della città. Quel giorno del 2011 si ritrovarono alla Fontana Luminosa, anche chi studente non lo era più ma voleva vedere la scena: l’arrivo di un autobus in piena notte nel centro storico dell’Aquila. C’è anche chi si è conservato il biglietto con la prima timbratura notturna. Fu una festa. Un servizio conquistato con le unghie e con i denti, partito anche grazie ai fondi messi a disposizione dell’Anci all’indomani del terremoto con i quali si finanziarono cose utili, almeno in parte, tra cui proprio il servizio di trasporto notturno. All’inizio era solo il giovedì, due corse, una poco prima di mezzanotte e una dopo. 

Negli anni del sisma fu peraltro molto utile vista la dispersione della residenzialità studentesca nelle frazioni della città. Il servizio è continuato, in varie modalità, fino al 12 marzo del 2020, attivo in quel momento due notti a settimana, il giovedì e il sabato. 

Da allora non se ne è saputo più nulla. Il servizio, utilizzato in particolare dagli universitari, non è stato ancora riattivato stante l’assenza di una vita vera accademica in presenza.

Eppure in questo ultimo anno, per vari motivi, il covid, l’impatto del turismo, la riconsegna e quindi la possibilità di rivivere più stabilmente il centro, si è parlato molto di mobilità, di quante auto ci sono in centro, di come raggiungere il centro. Come si è parlato molto di giovani, e quasi solo in termini dispregiativi. Forse, in attesa degli universitari, si potrebbe anche provare a sperimentare un servizio per raggiungere il centro in questa estate, e stimolarne un utilizzo da parte degli aquilani, esattamente come si fa per le bici. 


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