L’Aquila, botte alla moglie dopo l’aborto: 50enne in carcere

Maltrattamenti anche ai figli di 13 e 11 anni

di Redazione | 16 Luglio 2023 @ 12:39 | CRONACA
violenza domestica
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L’AQUILA – Dopo aver subito un aborto e fatto ritorno dall’ospedale, una donna sarebbe stata brutalmente aggredita dal suo compagno, che l’avrebbe presa a calci e pugni, trascinandola per i capelli fuori dalla casa. Ma le violenze non si sono limitate a ciò. Il compagno avrebbe rivolto insulti, minacce e frasi offensive anche ai loro due figli di 13 e 11 anni, costringendoli ad ascoltare mentre insultava la madre dicendo cose come: “Avrei dovuto ucciderti prima”. Così, un uomo di 50 anni è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia, in seguito alle indagini condotte dai carabinieri, come richiesto dal pubblico ministero Guido Cocco, e su disposizione del GIP del Tribunale dell’Aquila. Il Messaggero d’Abruzzo ha riportato la notizia.

La situazione familiare era estremamente deprimente per la madre e i suoi due figli minori, costretti a convivere con l’arrestato che viveva al piano inferiore. Le denunce e le testimonianze hanno rivelato come l’uomo si rivolgesse alla figlia chiamandola prostituta e al figlio maschio chiamandolo immondizia, affermando di non essere più il loro padre.

Secondo le prime ipotesi dell’accusa, l’uomo aquilano di 50 anni non avrebbe risparmiato minacce neppure quando aveva appreso che sua figlia era caduta dalla bicicletta e aveva necessitato di cure mediche al pronto soccorso: “Vi farò vedere cosa vi succede quando tornate”.

In un’altra occasione, durante un momento di agitazione, l’arrestato avrebbe distrutto gli arredi e i mobili della sala da pranzo. Dopo la nascita della figlia, avrebbe continuato a colpire la compagna con calci e pugni, tanto che la donna era costretta a camminare con un bastone per accompagnare l’altro figlio all’autobus scolastico, a causa delle percosse subite.

 


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