L’Aquila, Barattelli porta in scena l’opera “Il Diario di Eva” di Mauro Cardi

di Redazione | 18 Novembre 2022 @ 14:51 | EVENTI
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L’AQUILA  – Musica, danza, teatro: le grandi arti si fondono nell’opera semiscenica “Il Diario di Eva”, liberamente ispirata al racconto omonimo di Mark Twain, su libretto di Mauro Cardi e Cristina Papi e musica dello stesso Mauro Cardi, compositore fra i più conosciuti, ora docente nello stesso Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, dove si è formato. L’opera è stata presentata in prima assoluta a Firenze nel 2019 con grande successo di pubblico e critica, così la Società Aquilana dei Concerti “B. Barattelli” la riporta in scena all’interno della 77ma stagione, domenica 20 novembre presso l’Auditorium del Parco con inizio alle ore 18. “Il Diario di Eva” racconta, dalla voce della protagonista, i giorni della creazione del mondo fino alla caduta dall’Eden. Il personaggio di Eva si sdoppia, assumendo di volta in volta le vesti ora della danzatrice/attrice (che usa la traduzione italiana del testo), ora del soprano (che usa il testo originale inglese). Il ruolo quindi è affidato sia alla danzatrice e attrice Valentina Sechi che al soprano Felicita Brusoni. La parte strumentale è affidata all’ensemble del GAMO, Gruppo Aperto Musica Oggi, una delle principali istituzioni italiane dedicate alla musica contemporanea e che ha commissionato l’opera, formato in questa occasione da Sara Minelli flauto, Nicola Tomassini fisarmonica, Alfonso Bentivoglio percussioni, Alberto Bologni violino e Dagmar Bathmann violoncello. L’opera si compone di un prologo, nove scene, due intermezzi e un epilogo. La musica gioca su due livelli: da un lato cerca di interpretare gli accadimenti edenici con gli occhi di Eva e dall’altro cerca di leggere gli eventi per quello che sono. E il primo riflesso sulla partitura è di ordine linguistico, oltre che materico, attraverso accostamenti espressivamente forti, assecondando e interpretando le tante sfaccettature dell’irrequieta e vulcanica protagonista. Eva è una creatura affascinante, ciarliera e sentimentale, curiosa e perennemente stupita delle meraviglie di un mondo allo stato nascente: Eva battezza le cose e gli animali, scopre il fuoco e l’amore, parla di sé come di un “esperimento”, dà la parola ad Adamo e gli crea attorno il Paradiso terrestre, fantastica su di lui e sulla fine di un sogno. Nel più concreto microcosmo di Adamo si insinua progressivamente la femminilità di Eva, fino a fargli vedere il mondo con i suoi occhi, fino a fargli dire, sulla sua tomba, che “Ovunque lei sia stata, quello era l’Eden!”


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