L’Aquila, baby gang: 30 indagati e 13 arresti per estorsioni, spaccio e violenze

Indagine coordinata dalla procura della Repubblica del tribunale per i minorenni. I fatti risalgono al secondo semestre del 2021, quando la baby gang seminò il panico per atti illeciti "abbastanza preoccupanti e gravi". Il procuratore Mancini: "Adesso si punti alla riabilitazione"

di Marianna Gianforte | 06 Settembre 2022 @ 07:46 | CRONACA
baby gang
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L’AQUILA – Avevano seminato il panico ma anche provocato una forte reazione contraria da parte della comunità aquilana: ora sono agli arresti i 13 giovani (alcuni sono minorenni, altri neomaggiorenni ma minori all’epoca dei fatti illeciti) che nel secondo semestre del 2021 hanno messo in atto azioni “abbastanza preoccupanti” e compiuto fatti “particolarmente gravi”, come è stato detto questa mattina nel corso di una conferenza stampa indetta in modo congiunto dal comando provinciale dei carabinieri dell’Aquila e dalla squadra mobile, dal procuratore Davide Mancini, dal comandante provinciale dell’arma dei carabinieri dell’Aquila Nicola Mirante e dal questore Enrico De Simone

In particolare, sono 13 le misure cautelari eseguite alle prime luci di questa mattina dal personale del Nor del comando provinciale dei carabinieri e della squadra mobile della questura. Le misure cautelari si suddividono in 6 custodie cautelari in carcere e 7 ollocamenti in comunità; esse costituiscono il culmine di una complessa attività di indagine che ha riguardato oltre 30 indagati minorenni e neomaggiorenni, accusati di reati gravi quali atti persecutori, violenze, estorsioni, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, risse che hanno afflitto il territorio aquilano negli ultimi mesi. St è trattato di episodi che hanno destato clamore pubblico, verificatisi all’interno del centro storico, con conseguente allarme sociale nella cittadinanza e con profili di elevata pericolosità anche per la sicurezza e l’incolumità degli stessi minori coinvolti.

L’indagine culminata con l’operazione odierna è stata coordinata dalla procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni che si è avvalsa dell’eccellente contributo di carabinieri e polizia di Stato. Gli organi di polizia giudiziaria hanno operato in stretta sinergia mediante il compimento di attività tradizionali, nonché di complesse attività di intercettazione e videoriprese, che hanno consentito di far luce su uno spaccato estremamente allarmante e di ostacolare un percorso criminale in evoluzione. Ne è conseguita la necessità dell’intervento repressivo, che tuttavia rappresenta il primo tassello di una imprescindibile azione preventiva, nonchè di riabilitazione dei minori coinvolti.

I giovani raggiunti da ordinanze cautelari sono accusati di aver promosso e condotto attività dirette a creare forme di predominio su altri coetanei, di controllo di porzioni di aree urbane, di smercio professionale di sostanze stupefacenti in zone sensibili, in prossimità di scuole, di scontro con altri gruppi antagonisti cli minori, verificatisi in diverse zone centrali dell’Aquila. La nazionalità degli indagati è varia (Paesi balcanici, nordafricani e Italia) a conferma che il disagio e la devianza minorile non hanno necessariamente una specifica origine geografica. A soggetti ospitati all’interno di comunità di accoglienza (sfuggevoli alle regole comunitarie) si affiancano cittadini italiani o comunque residenti con le famiglie di appartenenza.

Come sottolineato in conferenza stampa, l’operazione di oggi “è soltanto un tassello, non è finita qui – ha sottolineato Mancini – perché nei limiti di quanto previsto dalla legge ora occorre capire come procedere per avviare attività di riabilitazioe e di reinserimento sociale. La repressione da sola non serve a nulla. Anche se l’azione repressiva di magistratura e forze dell’ordine è stata puntuale ed esaustiva, trattandosi di minori e neomaggiorenni si impone un forte richiamo all’esigenza di lavorare insieme agli enti preposti ed alla società civile per creare le condizioni di aiuto e prevenzione delle forme di disagio che generano questi fenomeni criminali, riguardino essi minori italiani, stranieri o stranieri non accompagnati. Questa è la chiave dell’intervento della giustizia minorile. La repressione e intervenuta per evitare conseguenze estreme e più gravi, ma l’obiettivo primario deve tendere al reinserimento dei giovani nel circuito sano della società. Alla eventuale sanzione deve affiancarsi la riabilitazione, come traguardo finale, per il benessere del minore e di conseguenza dell’intera comunità civile”.

Il questore De Simone ha ribadito l’importanza della presenza delle pattuglie in divisa per la strada e tra la gente, per rafforzare il senso di sicurezza e incentivare le segnalazioni di fatti illeciti che sono comunque emersi “proprio perché la comunità aquilana è sana”. Si continua dunque con la presenza davanti alle scuole come scudo contro lo spaccio e i servizi anti-movida violenta. 

Così il sindaco Pierluigi Biondi

“Rivolgo le congratulazioni e la gratitudine, a nome della Municipalità e mio personale, al Nor del Comando provinciale dei Carabinieri, alla Squadra Mobile della Questura dell’Aquila, alla magistratura e al Tribunale per i minorenni dell’Aquila, per l’importante operazione investigativa culminata con l’esecuzione di 13 misure cautelari per atti persecutori, estorsione, violenze, risse e cessione di sostanze stupefacenti. Una complessa attività di indagine, che ha coinvolto oltre 30 indagati minorenni e neomaggiorenni, avviata in seguito a episodi di violenza avvenuti, in particolare, nel centro storico. Forze dell’ordine e organi inquirenti hanno dimostrato ancora una volta quanto sia prioritaria la sicurezza dei cittadini e dei nostri giovani ragazzi. Il loro impegno e la loro professionalità sono una risposta concreta alle preoccupazioni espresse in più occasioni dalla comunità aquilana. Le istituzioni continueranno ad essere sempre al fianco delle forze dell’ordine nell’essenziale e consolidata collaborazione necessaria a tutelare e a proteggere i cittadini” 

Anche Roberto di Stefano commenta gli arresti: 

“Una operazione congiunta dei Carabinieri e della Questura de L’Aquila è stata condotta nelle prime ore notturne di questa giornata per assicurare alla giustizia i componenti delle baby gang protagoniste negli ultimi mesi di attività criminali che avevano scosso e allarmato la città. Roberto Di Stefano, Segretario nazionale del Nuovo Sindacato Carabinieri, seguendo le parole del procuratore dei minorenni, Davide Mancini e del Colonnello Mirante, Comandante Provinciale dell’Arma del capoluogo, puntualizza come l’operazione degli investigatori, sebbene appaia di pura azione repressiva, debba invece inquadrarsi in una ottica di partecipazione al mantenimento di un tessuto sociale che permetta un ambiente civile e di prevenzione contro quegli atti di violenza e di spaccio di sostanze stupefacenti di cui si sono resi responsabili diversi minorenni di diversa nazionalità e che inquadra il fenomeno come trasversale e non identificabile in ambienti o etnie specifiche, nonché l’importanza del recupero di minori che se abbandonati potrebbero incrementare negativamente la loro condotta criminale. Una risposta importante data alla comunità Aquilana da parte delle Forze dell’Ordine, conclude Di Stefano, che alimenterà in maniera positiva anche la partecipazione dei Cittadini che in questi modo sentono le istituzioni più vicine e pronte ad ascoltare e cercare di risolvere le criticità che vengono percepite dalla Popolazione; infine un sentito grazie ai Colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile e delle Stazioni della nostra Compagnia, che hanno dedicato tutti i loro sforzi in questi ultimi mesi per accelerare i risultati importanti ottenuti oggi.”

Interviene Fabio Frullo, consigliere comunale: 

“Una ennesima notizia di reati commessi da minori e neomaggioremnni ci costringe a riflettere come cittadini e amministratori. Infatti, non si può non condividere con il Procuratore della Repubblica D. Mancini la riflessione che “anche se l’azione repressiva di magistratura e forze dell’ordine è stata puntuale ed esaustiva … si impone un forte richiamo all’esigenza di lavorare insieme agli enti preposti ed alla società civile per creare le condizioni di aiuto e prevenzione delle forme di disagio che generano fenomeni criminali, riguardino essi minori italiani, stranieri o stranieri accompagnati …” Il Procuratore aggiunge “che è la chiave dell’intervento della giustizia minorile”. Come Comune e forza politica siamo informati che tali attività sono LEA (livelli essenziali di assistenza) che la ASL, forse, non affronta in modo adeguato. La Medicina Penitenziaria che ha compiti riguardanti minori ha un solo componente in organico ed è a tempo parziale. I consultori familiari hanno compiti specifici di prevenzione ed attività da rivolgere ai minori che, forse, da tempo non effettuano in maniera efficace interventi psico-sociali sulla popolazione scolastica. Come cittadini e politici della città chiediamo che si realizzino interventi di informazione e formazione sul disagio minorile: chiediamo che siano predisposte attività e risorse per ricercare ed affrontare disagi che dal terremoto e poi dalla pandemia hanno evidentemente e profondamente sui minori, sugli adolescenti. Non parlo di problemi psichiatrici ma di problemi psicologici, di difficoltà di adattamento, di ansie che i giovani in formazione affrontano da soli prendendo esempi che poi vanno a ledere anche la sicurezza dei cittadini che vogliono vivere un centro ancora in fase di ricostruzione. Chiediamo soprattutto alla ASL di predisporre servizi e personale dedicato ad attività di prevenzione, ad evitare azioni repressive che lasciano strascichi dolorosi nelle nostre famiglie che arrivano puntuali ma in ritardo sui nostri giovani”

Aggiunge il consigliere comunale, Francesco De Santis: fenomeno pericoloso, serve polso fermo

“Quello delle baby gang è un pericoloso fenomeno in forte crescita nelle città italiane. Ci sono realtà dove questi minorenni e neo maggiorenni gestiscono già importanti fette di criminalità locale. Come proposto da Matteo Salvini, serve il polso fermo dello Stato per impedire la degenerazione del fenomeno. Più sicurezza e pene preventive per chi a neanche diciott’anni crede che la vera vita sia quella fatta di violenza, droga e soprusi. Noi vogliamo vivere in città tranquille e vogliamo poter scegliere di studiare, lavorare e costruirci una famiglia e con la Lega al Governo e Matteo Salvini Premier sapremo ridare la giusta prospettiva all’Italia.” Così in una nota il Vice Segretario Federale della Lega Giovani e Assessore al Comune dell’Aquila Francesco De Santis, che aggiunge: “Congratulazioni e gratitudine, a nome di tutta la Lega Abruzzo, alle forze di polizia, la magistratura, i carabinieri, per il lavoro serio, professionale e tempestivo che ha portato all’esecuzione di 13 misure cautelari nei confronti di alcuni membri, anche minorenni, di una baby gang dedita a spaccio e violenza.”

La deputata e consigliera comunale Stefania Pezzopane: Emerge grave malessere, urgenti più politiche sociali.

”È una brutta storia, questi 13 arresti suonano l’allarme, bisogna fare i conti con una situazione complessa che riguarda un pezzo delle giovani generazioni. È Necessaria una politica attiva che coinvolga le scuole, le famiglie, le associazioni per reagire subito e non accettare che degrado e delinquenza prendano il sopravvento. Dietro una immagine forzatamente edulcorata della città , in più parti si vive un grave malessere. Non riesco a gioire quando un numero così elevato di minorenni, ragazzi aquilani e non solo, vengono arrestati all’interno di una operazione ben più vasta. Magistratura, polizia e carabinieri hanno fatto un ottimo lavoro, a loro va un grazie sincero, sono certa che continueranno a far luce su questa zona d’ombra presente in città. In particolare è allarmante lo spaccio di sostanze stupefacenti ormai esercitato platealmente da giovanissimi criminali. Che la giustizia faccia il suo corso, ma politica ed istituzioni devono fare la loro parte, non facendo finta di niente, non minimizzando, promuovendo invece dialogo, politiche sociali e di prossimità. Facciamolo subito tutti insieme, il consiglio comunale sia parte attiva di questo percorso. “ Così la deputata e consigliera comunale Stefania Pezzopane ringrazia magistratura e forze dell’ordine per l’operazione portata avanti, ma insieme sprona il Comune con le altre istituzioni a farsi promotore di un vero progetto sociale rivolto alle giovani generazioni.

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