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L’Aquila, assistenza domiciliare e mense scolastiche: le richieste della minoranza

L’Aquila, assistenza domiciliare e mense scolastiche: le richieste della minoranza
La compartecipazione delle famiglie ai costi dell’assistenza domiciliare e le condizioni di lavoro degli addetti alla refezione scolastica sono al centro di due interventi dei gruppi di opposizione nel Consiglio comunale dell’Aquila

L’AQUILA – La compartecipazione delle famiglie ai costi dell’assistenza domiciliare e le condizioni di lavoro degli addetti alla refezione scolastica sono al centro di due interventi dei gruppi di opposizione nel Consiglio comunale dell’Aquila. Sul primo fronte, la minoranza contesta la scelta della maggioranza e chiede che il Comune sostenga la quota a carico degli utenti. Sul secondo, un ordine del giorno a prima firma di Stefania Pezzopane sollecita misure per la continuità del reddito e la sicurezza delle consegne dei pasti.

Secondo quanto riportano Enrico Verini, Gianni Padovani e i consiglieri di tutti i gruppi di minoranza, il sistema approvato prevede una compartecipazione progressiva legata all’ISEE, fino a un massimo del 30% del costo del servizio per le fasce più alte. La misura riguarda, tra gli altri, l’assistenza domiciliare e l’assistenza domiciliare integrata.

Durante il confronto in aula, l’opposizione ha chiesto di utilizzare risorse comunali per coprire la quota, quantificata nel dibattito politico in circa 300 mila euro. Una proposta che, riferiscono i firmatari, è stata respinta dalla maggioranza.

“Ma quante volte, secondo loro, deve pagare un cittadino per la propria salute?”, domandano i consiglieri, richiamando le imposte già versate, l’addizionale regionale IRPEF e le spese sostenute da chi si rivolge alla sanità privata. La critica riguarda soprattutto il peso della compartecipazione sui nuclei che assistono persone gravemente malate o non autosufficienti e affrontano già costi economici, organizzativi e umani rilevanti.

“Non stiamo parlando di una platea di ricchi”, sottolineano i firmatari, contestando il richiamo all’equità utilizzato per motivare la misura. Per la minoranza, la progressività dell’ISEE non basta a rappresentare il carico complessivo sostenuto dalle famiglie. “Qui non stiamo parlando di un consumo. Stiamo parlando di dignità”, affermano, annunciando che continueranno a chiedere al Comune le risorse necessarie per evitare la compartecipazione.

Sul servizio di refezione scolastica, invece, Pezzopane ha depositato un ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi di opposizione. Il documento affronta una situazione più volte sollevata dal consigliere Paolo Romano e che coinvolge circa 150 lavoratrici e lavoratori: la sospensione estiva delle attività scolastiche comporta ogni anno un’interruzione del lavoro e una significativa riduzione, o assenza, di reddito. Secondo quanto rappresentato dalle organizzazioni sindacali, in alcuni casi mancano anche strumenti adeguati di sostegno.

L’altro nodo riguarda la consegna dei pasti nei plessi in cui, per ragioni di sicurezza, i mezzi non possono accedere alle aree scolastiche, rendendo più gravose le operazioni per gli addetti.

“Sono ormai due anni che affrontiamo questi problemi, con ripetute riunioni della Commissione, audizioni e confronti, ma nonostante questo le questioni non sono state ancora risolte. Non possiamo continuare a rinviare”, dichiara Pezzopane. La consigliera riferisce inoltre che da almeno tre mesi viene richiesto un incontro in Prefettura con Comune, scuole, gestore, sindacati e soggetti competenti.

L’ordine del giorno chiede l’attivazione urgente di un tavolo istituzionale permanente e la verifica delle possibilità di garantire maggiore continuità lavorativa nei mesi estivi. Per le consegne propone una ricognizione dei plessi, degli accessi, delle aree di sosta e scarico, dei percorsi degli operatori e delle modalità di movimentazione dei contenitori, con sopralluoghi dove manca ancora una soluzione condivisa.

“La sicurezza di bambine e bambini e quella di chi lavora nelle scuole non possono essere messe in contrapposizione”, sottolinea Pezzopane. “Bisogna trovare, scuola per scuola, soluzioni organizzative adeguate”.

Il documento propone anche un progetto di “Scuola aperta d’estate – L’Aquila città della cultura, della formazione e della socialità”, valorizzando le opportunità del Piano Estate e valutando, dove possibile, il collegamento tra attività estive e continuità dei servizi scolastici. Tra le richieste figurano un eventuale fondo comunale di emergenza per gli addetti privi di reddito e il coinvolgimento di Governo e Regione per individuare strumenti strutturali di sostegno.

L’obiettivo dichiarato è arrivare all’estate 2027 con soluzioni già programmate. L’ordine del giorno indica il 30 giugno 2027 come termine per definire una proposta sulla precarietà reddituale estiva e un quadro delle misure adottate per la sicurezza delle consegne, da illustrare alla III Commissione e al Consiglio comunale.