di Maria Cattini – Lo avevamo preannunciato con l’articolo L’Aquila, a rischio crollo palazzo del Corso stretto ma la priorità non è la sicurezza del 24 marzo scorso e ora siamo entrati in possesso degli incartamenti che riguardano l’aggregato a rischio crollo, in caso di scossa, sul Corso stretto.

La missiva con oggetto Ripristino post-sisma dell’aggregato 691/1 (ID aggregato 4904503) Consorzio “Filomusi-Guelfi”. Evoluzione dei danni conseguenti alla realizzazione dei sottoservizi su Corso Vittorio Emanuele II come da segnalazione pec della ditta SO.AL.CO. srl, esecutrice dei lavori di rispristino post sisma
dell’aggregato di cui al punto precedente, reca la data del 4 marzo ed è stata indirizzata dallo Studio Tecnico al Dirigente del Settore Ricostruzione privata del Comune di L’Aquila, al Comandante Provinciale Dei Vigili del Fuoco dell’Aquila, alla SO.AL.CO,  alla Gran Sasso Acqua e al Presidente del Consorzio “Filomusi-Guelfi”.

In particolare si evidenzia la sospensione dei lavori a seguito dei danneggiamenti dei piani fondali provocati dal passaggio dei sottoservizi e la criticità di tale circostanza sotto il profilo della pubblica sicurezza anche in considerazione della possibile riapertura dei pubblici spazi antistanti l’aggregato prima della risoluzione delle problematiche riportate.

Nel periodo trascorso dal 2016 ad oggi è stato eseguito un Accertamento Tecnico Preventivo finalizzato a definire le cause del cedimento fondale. Parallelamente è stato messo a punto un monitoraggio dell’edificio per valutare l’evoluzione del danneggiamento. L’ultimo rapporto per il controllo del quadro fessurativo descrive un comportamento non stazionario di alcune lesioni le cui ampiezze appaiono tali da compromettere la staticità del fabbricato.In considerazione di quanto sopra descritto – recita la missiva – si ribadisce la necessità di adottare le misure minime necessarie a salvaguardare la pubblica incolumità.

Il 21 marzo della questione è stato investito anche il Prefetto dell’Aquila con la richiesta di:

SOLLECITARE TUTTI GLI ENTI IN INDIRIZZO ALL’ADOZIONE DI MISURE DI SALVAGUARDIA DELLA PUBBLICA INCOLUMITÀ QUALI LA MESSA IN SICUREZZA DELL’EDIFICIO E DELLA STRADA E, OVE OCCORRENTE, LA CHIUSURA DEL CORSO VITTORIO EMANUELE.

Speriamo ora che qualcuno degli enti preposti si renda conto che, al di là del decennale e del Giro d’Italia, una richiesta simile non può essere ignorata e che la sicurezza dei cittadini deve essere la priorità sempre e comunque.

 

 

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