L’Aquila, all’Emiciclo è il Meloni day

di Cinzia Scopano | 31 Luglio 2020 @ 06:30 | EDITORIALI
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L’AQUILA – Farà decisamente caldo e, non solo meteorologicamente, oggi all’Emiciclo quando, nel capoluogo di regione, arriverà la leader di Fdi, Giorgia Meloni.

Tanti i temi sul piatto della bilancia. Si partirà dalla crisi al comune dell’Aquila, latente per troppo tempo nel sottobosco dei banchi dell’assise civica ed esplosa con il ritiro delle deleghe agli assessori leghisti Fabrizio Taranta, Daniele Ferella e Fabrizia Aquilio, all’indomani delle esternazioni del capogruppo leghista in Consiglio comunale durante la prima seduta in presenza dopo il lockdown. Alla Meloni, in tal senso, si chiederà di ricucire una situazione impantanata all’interno del centrodestra cittadino, che sta diventando ormai imbarazzante per tutti. Opposizione compresa, con un sindaco che tiene ‘appese’ tre deleghe importanti senza spostarsi di un centimetro dalla sua posizione arroccata a Palazzo Fibbioni.

E’ indubbio che lo scacchiere politico comprenda le scelte future della colazione che ha sostenuto in Regione il presidente Marco Marsilio, altro uomo di punta di Fratelli d’Italia. La Meloni, suo grande sponsor dai tempi dei palazzi romani. verrà ad evidenziare soprattutto i risultati del lavoro svolto in questi mesi in Abruzzo, seppur condizionato da sgambetti e incidenti di percorso.

Intanto, all’orizzonte, si delinea la tornata elettorale settembrina con tanto di referendum, sempre che un nuovo lockdown, in pieno stato di emergenza, non faccia slittare le date. Dei tanti comuni abruzzesi al voto le due città che maggiormente rappresentano un banco di prova per il centrodestra sono Chieti e Avezzano.

Gli strappi consumati all’interno della coalizione in sede di candidature, con la scelta leghista di Tiziano Genovesi ad Avezzano e Fabrizio Di Stefano a Chieti, hanno creato mal di pancia tra gli alleati e appoggi trasversali a liste civiche estremamente eterogenee. La Lega e il suo coordinatore regionale, Luigi D’Eramo, non sono arretrati di un passo rispetto alle e scelte iniziali. E la riprova sta nel fatto che la campagna di ascolto con i cittadini per il recepimento di istanze e necessità da veicolare nelle stanze di palazzo sta riscuotendo il successo sperato dai verdi. Stessa posizione ferma che la Lega sta tenendo verso l’indecisione del sindaco Biondi circa la definizione della crisi comunale all’Aquila.

Dunque, spazio alla Meloni che forte dei sondaggi che danno Fdi in forte crescita a discapito degli alleati di coalizione, tenterà di tessere una nuova tela per ricomporre le grane abruzzesi tra lotte intestine, crisi comunali gassose, migranti che arrivano in Abruzzo e improbabili raggruppamenti che si sciolgono al sole ancora prima di arrivare al voto di settembre.

Per la Giorgia nazionale il piatto è servito.


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