2013_Finmek-300x188Si è tenuta ieri, presso la camera sindacale della UIL, un’assemblea per fare il punto sull’ormai annosa vicenda lavorativa che vede coinvolti tutti i lavoratori dell’ex polo elettronico. Le tre maggiori sigle sindacali (FIM FIOM E UILM) hanno indetto l’assemblea, da tempo richiesta dai lavoratori invitando anche l’azienda e le istituzioni (le stesse che nei mesi scorsi si erano prodigate nel tessere le lodi di questi nuovi imprenditori interessati ad insediarsi a L’Aquila nei siti ormai dismessi e fatiscenti della Finmek.)
Il mistero che avvolge ormai la vicenda Accord sta diventando ormai tragicomico. La celeberrima azienda anglo-indiana, la Accord Phoenix, affacciatasi sulle rovine aquilane tre anni orsono, pur essendo stata invitata non c’era, tantomeno erano presenti rappresentanti politici di alcun livello. L’assenza del sindaco Massimo Cialente, del vice presidente della Regione Giovanni Lolli e della Senatrice Stefania Pezzopane ha turbato notevolmente tutti coloro che erano presenti all’assemblea.
Diversi lavoratori non hanno più alcun sostegno al reddito, infatti per loro è terminato l’ammortizzatore sociale che garantiva una minima sussistenza economica, per molti altri lo stesso ammortizzatore sociale terminerà tra qualche mese, ma all’orizzonte, la strada che per il signor Sindaco sembrava spianata ed in discesa sembra sempre più offuscata da fantomatici problemi burocratici, economici, societari e via dicendo.
943759_10200229676761674_1515542727_nSono quasi tre anni ormai che si rincorrono notizie, il più delle volte mai smentite anzi avvalorate dagli esponenti politici locali, sull’insediamento di questa nuova azienda che dovrebbe rilevare i lavoratori rimasti fuori dal ciclo produttivo a seguito della chiusura della Finmek, della Fida, della CN System, ma ad oggi dopo incontri ufficiali ed ufficiosi, conferenze stampa della proprietà, richieste di autorizzazioni rivolte alla Regione, conferenze dei servizi riunitesi più volte per approvare il nuovo insediamento, ancora niente.
I lavoratori esasperati hanno chiesto per l’ennesima volta la reale intenzione industriale dell’Accord, o almeno dei chiarimenti, ma nessuno ha saputo dal loro indicazioni di nessun genere. Il problema oltre che industriale sta diventando anche sociale. Molti lavoratori sono al limite della sussistenza, famiglie monoreddito tra qualche mese si troveranno senza neanche la speranza, alimentata ripetutamente dal sindaco, che avocava a se e all’intervento di Giovanni Lolli il merito di lavorare positivamente per questo insediamento.
Sindaco ieri dov’eri? Con che coscienza chiederai il pagamento del condominio o dell’affitto a quei lavoratori che non avendo più alcuna fonte di reddito cominceranno a diventare “morosi” nei progetti case?
La pazienza e l’attesa hanno lasciato il posto alla rabbia e alla sempre più concreta disperazione, tanto che è stato deciso di chiedere un incontro al prefetto. Sarà richiesta la presenza di tutte le figure che sino ad oggi hanno contribuito ad alimentare speranze o illusioni, azienda e istituzioni.
Pronta la risposta della senatrice PD, Stefania Pezzopane. “Alla riunione di ieri non ho potuto partecipare, per la concomitante ripresa dei lavori in Senato. Avevo opportunamente gia’ avvertito i rappresentanti sindacali. Tuttavia – prosegue la senatrice – comprendo la preoccupazione di fronte ad una situazione grave ed urgente per la quale e’ necessario intervenire. Sono certa che il sindaco, Massimo Cialente, e il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, che da sempre si occupano della questione, la stanno seguendo da vicino. Mi attivo immediatamente per reperire informazioni da portare al confronto, non appena il prefetto ci convochera’. E’ necessario fare chiarezza e mi adoperero’ per comprendere a chi siano imputabili i ritardi e quali ne siano i motivi. Va chiarito se la responsabilita’ e’ di Invitalia e cio’ sarebbe imperdonabile, data la situazione di grave crisi occupazionale che interessa il nostro territorio, o se vi sono altre ragioni legate al ritardo. Ritengo ci siano tutte le condizioni per favorire l’insediamento dell’azienda, ma bisogna accelerare i tempi, perche’ se i 200 lavoratori non saranno ricollocati al piu’ presto, con lo scadere degli ammortizzatori sociali, c’e’ un pericolo incombente che tutti dobbiamo contribuire ad evitare”.
di Pasquino

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