L’Aquila, a San Francesco di Paola riemergono degli affreschi

di Fausto D'Addario | 09 Aprile 2024 @ 05:00 | RACCONTANDO
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Durante i lavori di restauro della Chiesa di San Francesco di Paola sono riemersi alcuni affreschi, che erano rimasti nascosti nella legnaia della canonica

L’Aquila – Durante i lavori di restauro della Chiesa di San Francesco di Paola, in via XX Settembre, sono riemersi alcuni affreschi, che erano rimasti nascosti nella legnaia della canonica. A darne l’annuncio è il parroco Don Luigi Maria Epicoco, in un post nella serata del 7 aprile sulla pagina Facebook della parrocchia. A prima vista si tratterebbe di un ciclo che rappresenta le quattro stagioni, anche se gli affreschi saranno presto esaminati dagli storici dell’arte. Cose belle dell’Aquila che rinasce! L’affresco riemerso dalle rovine è un altro tassello di quel mosaico di speranze e ricostruzioni, a conclusione dell’anniversario del terremoto del 6 aprile 2009: persino nelle macerie e nelle cose affrante si può scorgere la presenza del bello e del divino. Ormai a 15 anni dal sisma si apre una nuova stagione, è il caso di dirlo, anche per la piccola e appena rinata comunità di San Francesco di Paola: i fedeli per il momento si stanno riunendo nei locali del Centro Pastorale “Casa Ioannucci”. Alcune suppellettili e paramenti sono stati trovati e tirati fuori dopo 14 anni dagli armadi rimasti sotto le macerie. La chiesa rimane ancora inaccessibile, ma la scoperta di questo ciclo affrescato servirà a tenere desta l’attenzione sull’urgenza di proseguire e ultimare i lavori.

Nonostante i puntellamenti, la chiesa di San Francesco di Paola fa ancora bella mostra di sé col suo antico portale lungo la via XX settembre ed era la chiesa urbana dei castellani di Rascino, che concorsero con gli altri castelli alla fondazione dell’Aquila. Nel 1574 la chiesa, nota allora come Santa Maria di Rascino, crollò, le rovine e andarono in fiamme e non fu possibile ricostruirla, così i confocolieri vennero aggregati alla vicina chiesa di San Marciano. Solo nel 1618 la chiesa fu concessa dal vescovo dell’Aquila Gundisalvo de Rueda (1606-1622) al generale dei Minimi Stefano da Nola, con l’obbligo di ricostruirla, ma di non mutarne il nome. I religiosi restaurarono la chiesa risarcendo le mura e le coperture, e aggiungendo gli altari laterali in pietra con le tele, come si poteva ancora vedere prima del sisma; inoltre edificarono un modesto convento e promossero il culto di San Francesco di Paola, da cui la chiesa prese il nome conservandolo fino ad oggi, nonostante che i religiosi andarono via nel 1661. Le trasformazioni terminarono nel 1898, quando per l’apertura dell’attuale Via XX Settembre si dovette distruggere definitivamente la vicina chiesa, ex capo quarto, di San Giovanni di Lucoli, già in rovina per il sisma del 1703. Così l’antica facciata secentesca di San Francesco di Paola fu sacrificata e venne sostituita con la pregevole facciata di San Giovanni di Lucoli, di gusto gotico nel coronamento o e neo-romanico nel portale, con la lunetta affrescata con l’immagine estatica di San Francesco.

La chiesa, del tipo architettonico più semplice e antico, è costituita da un’aula rettangolare senza transetto e senza abside – testimonianza del carattere delle antiche chiese aquilane – e aveva all’interno altari con le tele del Bedeschini e del Cesura e l’altare maggiore aveva un quadro donato dal governatore spagnolo, Raimondo di Zagarica, con la Madonna di Monserrato.

Purtroppo a causa dei danni del terremoto l’edificio attende ancora oggi di essere restaurato. Nonostante ciò rimane un luogo affascinante, che testimonia secoli di storia e di fede aquilana.


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