L’Aquila, 670 alloggi Erp da riscattare. Svolta anche per l’Ater

di Alessio Ludovici | 14 Ottobre 2021 @ 12:00 | ATTUALITA'
Massimo Sciamia, Isidoro Isidori, Guido Liris e Serena Parlante
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L’AQUILA – La giunta regionale dell’Abruzzo, su proposta dell’assessore Guido Quintino Liris, ha approvato il piano di vendita di 670 alloggi dell’Ater, l’Agenzia territoriale per l’edilizia residenziale dell’Aquila, guidata da Isidoro Isidori, con il quale gli inquilini avranno la possibilità di riscattare le unità che occupano. Un piano straordinario che permetterà di riscattare le abitazioni a un prezzo che è un terzo circa del valore di mercato e che permetterà ad Ater di incamerare e liberare risorse per nuovi investimenti.

“Una bella giornata – ha spiegato l’assessore regionale Guido Liris – che fa onore a chi gestisce la cosa pubblica. Il piano porterà risultati in termini infrastrutturali e sociali. Un ringraziamento va fatto al Cda dell’Ater dell’Aquila. Da tempo collaboriamo con Ater, il riscatto degli alloggi dei domiciliati è uno dei temi sui quali abbiamo lavorato e il cittadino oggi ha la possibilità di riscattare la casa dove abita. Si tratta di circa 700 abitazioni che saranno riscattate, 700 famiglie che diventeranno proprietarie della casa che hanno abitato per tanto tempo, famiglie che avranno la certezza di lasciare qualcosa anche ai figli. A livello infrastrutturale questa vendita porterà degli introiti importanti, che potranno essere investiti da Ater per rinnovare l’edilizia residenziale pubblica, con nuove case da poter offrire alla parte più fragile del territorio.”

“Quando ci siamo insediati – ha aggiunto il presidente di Ater L’Aquila, Isidoro Isidori – ci siamo chiesti cosa non funzionasse nei vecchi piani di alienazione. Questi non erano mai condivisi con gli inquilini e i risultati dei riscatti erano deludenti. Noi abbiamo fatto il contrario, abbiamo fatto prima un’indagine di mercato presso gli inquilini per capire chi e come voleva acquistare. Tutti coloro che ci hanno richiesto di comprare ora possono farlo.”

“Il piano – ha spiegato Isidori – non stravolge il mercato perché si vende ad inquilini Ater da almeno cinque anni. Si vende a prezzi convenienti procedura standard. E’ stato costituito un ufficio apposito che provvederà alle dovute verifiche e valuterà l’esistenza o meno di problematiche urbanistiche che dovranno essere eventualmente sanate.” Il riferimento di Isidori è ad esempio agli alloggi che insistono su terreni di uso civico: “Siamo già in contatto con l’assessore regionale competente per farci trovare pronti”.

Questo piano di vendite, promosso da Ater e accolto dalla Regione Abruzzo, dovrebbe migliorare l’operatività dell’azienda. “Possiamo ridurre il costo delle manutenzione e mettere a disposizioni anche il ricavato dei riscatti per acquistare altre abitazioni. C’è un’oggettiva carenza di abitazioni e ora possiamo acquistare nuove abitazioni per fare nuovi piani di investimento.”

Il riscatto dei 700 alloggi dovrebbe garantire ad Ater un introito di circa tre milioni di euro. Avranno titolo all’acquisto degli alloggi gli assegnatari o i loro familiari conviventi, i quali conducano un alloggio a titolo di locazione da oltre un quinquennio e non siano in mora con il pagamento dei canoni e delle spese all’atto della presentazione della domanda di acquisto.
Il prezzo degli alloggi è costituito dal valore che risulta applicando un moltiplicatore pari a 100 alle rendite catastali determinate dalla Direzione generale del catasto e dei servizi tecnici erariali del Ministero delle finanze. Al prezzo così determinato si applica la riduzione dell’1 per cento per ogni anno di anzianità di costruzione dell’immobile, fino al limite massimo del 20 per cento.

Serena Parlante e Massimo Scimia, membri del Cda dell’Ater hanno spiegato l’importanza dell’operazione, sia da un punto di vista sociale che amministrativo. “La vecchia politica di Ater – ha spiegato Parlante – non coinvolgeva gli inquilini, negli ultimi piani di alienazione erano stati riscattati poche decine di alloggi. Questo piano straordinario di alienazioni, insieme a sisma ed ecobonus – sui quali Ater si è già mossa – sono strumenti per rinnovare finalmente il patrimonio edilizio di Ater”


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