L’Aquila: 400 mila euro di fondi per il sociale per emulare Renzo Piano. Qualcuno li fermi!

di Redazione | 22 Novembre 2013 @ 19:27 | EDITORIALI
auditorium Renzo Piano
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di Maria Cattini – Come si legge oggi sulle colonne de “Il Messaggero”, la Terza commissione Territorio del Comune, che si occupa anche della gestione dei fondi della legge regionale 41, ha reso nota la notizia di un nuovo progetto riguardante  la costruzione di un Caffè letterario temporaneo all’interno del Parco del Castello dell’Aquila, spiegando che la nuova struttura farà da pendant con l’auditorium di Renzo Piano. Un “omaggio alla geometria,- hanno spiegato- la nuova struttura temporanea sarà infatti a forma ottagonale in legno multicolor proprio come l’opera del maestro genovese”.

Mentre il Comune non riesce ancora a dare l’agibilità definitiva all’Auditorium di Piano, si avanza l’ipotesi di investire altri 400 mila euro per costruire il “caffè letterario” sognato, sembrerebbe, dagli studenti del Liceo Classico che si lamentano della “carenza di spazi di aggregazione”. Una lamentela che a L’Aquila sta diventando un logoro “luogo comune” per giustificare opere delle quali è difficile capirne la programmazione e la vera utilità. Seguendo questa logica, e con la scusa di non rimandare indietro i 2 milioni i Fondi della Legge Meloni rimasti ancora inutilizzati, c’è da aspettarsi a breve la costruzione di casette sugli alberi anche per ogni “Club delle giovani Marmotte” che lamenti la mancanza di uno “spazio di aggregazione”.

E’ vero che la boria di alcuni intellettuali aquilani ha tentato di ridurre il talento di Renzo all’”archistar”, quasi fosse un cretino qualsiasi, che veniva a deturpare il Parco del Castello non avendo altro da fare nella vita. Ma la realtà é ben diversa e le oltre quindici pagine di curriculum di Piano, facilmente reperibili su Wikipedia, dimostrano che non è così semplice e immediato fare “da pendant” con un architetto di fama internazionale. Il risultato, semmai, potrebbe finire col mortificare l’opera già esistente che, oggi, dopo un fiume di polemiche- alcune condivisibili altre molto meno- sembra essere gradito anche agli aquilani più retrivi. E’ raccomandabile, quindi, fermare qualsiasi architetto locale che si creda Renzo Piano. Eventualmente, se proprio vi è piaciuto l’auditorium, chiamate l’architetto Piano e, con molta umiltà, chiedetegli se fosse disponibile a donare un altro dei suoi preziosi progetti alla città.

Dopo i due centri poli funzionali- altro logoro termine per definire le scatole vuote della nostra “nuova” città- previsti per le new town di Bazzano e Paganica per il costo di 2 milioni e 700 mila euro, lo stesso vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, ha auspicato una rimodulazione non solo dei fondi delle legge 41 ma anche di tutte le altre risorse destinate al sociale sulla base di un riepilogo delle opere realizzate nel post sisma.

Infatti, alla notizia dell’ennesimo progetto per creare uno “spazio di aggregazione”, De Matteis- che, quando vuole, mostra di avere del buon senso- è saltato sulla sedia e ha dichiarato che “non è possibile realizzare ancora opere temporanee a 5 anni dal sisma”.

“Basta con gli interventi del piffero”- ha tuonato De Matteis- “piuttosto voglio sperare che siano poste in essere al più presto misure tese a rendere definitiva la destinazione urbanistica dell’auditorium”.


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