L’Aquila 40 anni fa, furto del carro armato dalla Pasquali e l’ironica interrogazione parlamentare

di Alessio Ludovici | 11 Aprile 2021 @ 11:29 | RACCONTANDO
Pasquali
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L’AQUILA –  Succedeva 40 anni e qualche giorno fa. Il 30 marzo 1981 un ragazzo di 16 anni entra nella caserma Pasquali e se ne esce con un carro armato M 113 dell’Esercito. La fuga non durò molto, finì infatti per schiantarsi su un edificio di viale della Croce Rossa.

A testimonianza dell’evento anche una storica interrogazione parlamentare dell’onorevole Mellini e altri. Altri tempi, in cui in Parlamento se le davano di santa ragione ma con una certa classe e sicuramente con spirito e, a volte, la giusta ironia.

Il fatto di cronaca fu archiviato come gesto di un adolescente un po’ troppo appassionato di mezzi militari. Resta quindi consegnato alle cronache cittadine e alla sua a volte singolare aquilanitas. Ma vediamo il resoconto stenografico della seduta della Camera. 

“In particolare gli interroganti chiedono di conoscere se esistano altre caserme di reparti corazzati nelle quali siano da temere furti del genere. Chiedono di conoscere se le forze di Polizia e in genere le forze armate abbiano ricevuto, prima o dopo l’episodio in questione, istruzioni circa le misure da adottare in presenza di mezzi corazzati scorrazzanti per le vie cittadine o altrove in mano ad elementi maggiorenni o minorenni comunque estranei alle forze armate o, anche se appartenenti ad esse, non autorizzati all’uso. Chiedono di conoscere se l’opinione pubblica può essere rassicurata circa la possibilità del ripetersi di tale sconcertante episodio e se l’amministrazione militare provvederà al risarcimento dei cittadini dell’Aquila danneggiati nel corso della scorribanda”.

Risponde il sottosegretario di stato alla Difesa, Cicciardini: “L’onorevole Mellini, con una arguta interrogazione, chiede alcune precisazioni a proposito di un furto, avvenuto il 31 marzo e relativo ad un mezzo corazzato M113, da parte di un ragazzo di  sedici anni nella caserma «Pasquali» dell’Aquila. Chiede anche se esistano altre caserme di reparti corazzati nelle quali siano da temere furti del genere, se le forze di polizia e in genere le forze armate abbiano ricevuto istruzioni circa le misure da adottar e in presenza di mezzi corazzati scorrazzanti per le vie cittadine o altrove in mano a maggiorenni o minorenni; chiede infine di conoscere se l’opinione pubblica possa essere rassicurata e se i danni siano stati risarciti.”
“Cercherò di rispondere sistematicamente” continua Cicciardini tra il serio e il faceto.

“Quanto agli ulteriori ragguagli debbo precisare che il furto è avvenuto il 30 marzo ultimo scorso, alle ore 14, ne l
comprensorio della caserma «Pasquali» dell’Aquila. Mentre i reparti si accingevano all’adunata pomeridiana, un ragazzo, uno sconosciuto, si è introdotto furtivamente e, avendo avuto – evidentemente per sua passione personale notizie sull’uso del mezzo corazzato, è riuscito ad impadronirsi del medesimo, abbattendo un muro, uscendo dalla caserma e danneggiando muri e fabbricati esterni ad essa.
Autore dell’impresa sembra essere stato – dico «sembra» perché il fatto non è del tutto provato – un giovane diciassettenne, il cui nome (credo sia importante dirlo, visto che è così bravo a guidare mezzi corazzati) è P. C., che sembra essere appassionato, fino al limite della mitomania, di armi, di uniformi e di mezzi corazzati.”

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“Resosi irreperibile dopo il fatto, – riprende Cicciardini – questi è stato arrestato la notte del 3 aprile successivo.  L’azione dovrebbe essere stata favorita dalla dimestichezza che il giovane ha della caserma, in quanto abitante presso di essa ed in quanto molto assiduo nel chiedere informazioni, nel mostrarsi pratico della vita della caserma stessa. Ciò avrebbe quindi potuto facilitargli sia l’accesso (avendo scavalcato il muro di cinta), sia la conoscenza dei mezzi. tecnici. Mi pare dunque di aver esaurientemente risposto alla richiesta di ulteriori ragguagli. L’onorevole Mellini mi chiede se esistano altre caserme in cui si possano temere furti del genere. Effettivamente esistono, dato che il furto di per sé è assai imprevedibile. Ove non si pongano in atto particolari accorgimenti circa l’istruzione dei giovanissimi all’uso dei mezzi corazzati, sono da temere episodi del genere. L’onorevole Mellini chiede se sono state date istruzioni sulla presenza di mezzi corazzati scorrazzanti per le vie cittadine . No, non sono state date istruzioni, e ciò è un fatto gravissimo, perché molte regole del traffico sono state violate da questo mezzo corazzato scorrazzante… L’opinione pubblica può essere rassicurata: sembra, infatti, da ricerche statistiche, che di fatti di questo genere non ne possano avvenire più di uno in uno stesso secolo. Dunque per questo secolo dovrebbe bastare…”


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