L’Aquila 2022, dal ’94 solo una volta il sindaco uscente non è stato rieletto

di Alessio Ludovici | 15 Novembre 2021 @ 06:00 | POLITICA
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L’AQUILA – Nel 1994 fa il suo esordio anche a L’Aquila l’elezione diretta del sindaco che solo l’anno prima aveva fatto capolino in Italia. Un anno storico per la politica italiana il 1994. Prima delle amministrative infatti c’è la grande trasformazione dello scenario nazionale. A gennaio la scissione della Democrazia cristiana e qualche giorno dopo l’annuncio della “discesa in campo” di Silvio Berlusconi segnano la fine di un’era. A marzo le elezioni anticipate consegnano quindi la maggioranza del paese al leader di Forza Italia, con la Lega, pezzi di Dc e gli ex missini di Alleanza nazionale. La marea azzurra invade anche l’Abruzzo, con qualche eccezione, le elezioni per i Progressisti nella quota uninominale del Senato di Ferdinando di Orio e di Francesco Aloisio, Cecco Peppe, alla Camera. E qualche mese dopo, alla tornata amministrativa, i progressisti si confermano anche alle amministrative. Dopo un primo turno incerto, per l’exploit di Attilio Cecchini, al successivo ballottaggio il centrosinistra conquista il Comune dell’Aquila con Antonio Centi che sconfigge con il 57% delle preferenze il candidato del centrodestra Gianfranco Volpe.

Nel 1998, allora la consiliatura durava quattro anni e non cinque, arriva subito il ribaltone in città. L’amministrazione Centi è sfiancata dalle tensioni interne e dalle vicende del megaparcheggio e, soprattutto, dalla contestata ipotesi di discarica di Monte Manicola. Proprio le sezioni elettorali di Paganica daranno una spinta determinante al centrodestra che, dopo aver sfiorato la vittoria al primo turno, trionfa con il 56% di preferenze al ballottaggio. Tempesta resta in sella per due consiliature. Nel 2002 vince al primo turno con il 53% delle preferenze, ben 25 mila voti sui 48mila aquilani, un record dal 94 ad oggi, recatisi alle urne. Nel 2007 è la volta di Massimo Cialente, vittoria al primo turno con una coalizione di ben undici liste, sulle 24 totali, due record dal 1994 ad oggi, contro un centrodestra fiaccato dai dissidi interni e dalle code polemiche della giunta Tempesta per la metro, i conti della Perdonanza e la fine ingloriosa del polo elettronico.

La prima elezione post sisma vede quindi la riconferma di Cialente, al ballottaggio questa volta, contro un battagliero Giorgio De Matteis. Siamo all’oggi, alla consiliatura uscita dalle elezioni amministrative del 2017, Biondi ribalta il risultato del primo turno che vede il centrosinistra di Americo Di Benedetto in testa, una novità assoluta per la storia elettorale del doppio turno aquilano. Ma il 2017 vede anche una netta flessione dei votanti, per la prima volta sotto i 40mila al primo turno e appena poco sopra i 30mila al successivo ballottaggio. Un risultato clamoroso quello di Biondi considerando che al primo turno, sulle 81 sezioni elettorali del Comune Biondi era in testa in appena sei: Coppito, le due sezioni elettorali di Sant’Antonio, Aragno, una sezione di Valle Pretara e Pianola. Al ballottaggio saranno addirittura 57 le sezioni elettorali con in testa Biondi che alla fine, nonostante il crollo dell’affluenza, prenderà addirittura più voti, in termini assoluti, di quelli ricevuti al primo turno.


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