L’Aquila 1927, Mario Russo è il presidente: “Arrivo in punta di piedi, rossoblù modello unico”

di Alessio Ludovici | 15 Giugno 2024 @ 05:00 | SPORT
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L’AQUILA – Conferenza stampa dell’Aquila 1927, ieri mattina stadio Gran Sasso, per presentare il nuovo assetto societario. Tra le novità la nomina del nuovo presidente, l’imprenditore Mario Russo. A illustrare la scelta sono stati l’amministratore delegato Goffredo Juchich ed il presidente onorario Francesco Ghirelli. Con loro in conferenza stampa anche il senatore Guido Liris.
“Sono onorato di presentare Mario Russo” ha esordito Juchich che prima ha speso qualche parola sull’evoluzione del progetto rossoblu. “Sabato scorso – ha detto – sono stato ospite del comune di Jesi, perché il nostro progetto di calcio attrae l’attenzione anche fuori dalla Regione Abruzzo. È un progetto alternativo e può funzionare se parte dal basso”. Un progetto, ha ricordato Juchich, che nasce cinque anni fa dalla curva, dagli ultras: “Grazie a loro che questo progetto trova sviluppo quotidiano. Noi abbiamo creato un radicamento forte con il territorio, le sue imprese ed istituzioni. Centinaia gli sponsor, forte la connessione con la gente, centinaia i bambini che vengono allo stadio, tutte cose che testimoniano la bontà del nostro lavoro”.
Quindi il saluto al nuovo presidente che. servirà a dare ulteriore professionalità all’ambiente: “Ha sposato il nostro progetto e crede nella sua mission. Non si sente un uomo solo a comando ma vuole costruire con noi un percorso. Portiamo all’aquila una persona di prima categoria che condividerà con noi questa esperienza”. Qualche parola anche per salute Salvatore Di Giovanni e Simone Perrotti, che hanno scelto altre strade.
Ghirelli ha ricordato che “c’è un piano industriale e un azionariato popolare, che accompagna la rinascita della città. Il nostro è il modello Bayern Monaco, e dobbiamo mettere in relazione la società, gli imprenditori e il legame con il territorio. Non c’è nessuno che ha un piano industriale quinquennale, un piano finanziario e anche sportivo”.
Dopo il saluto di Liris, il microfono al nuovo presidente, che già da settimane lavora fianco a fianco con il management aquilano. “Sono chiamato a rappresentare una realtà calcistica che ha fatto qualcosa di straordinario da neopromossa. Il mio avvicinamento a L’Aquila è cresciuto nel tempo e non immaginavo di ritrovarmi a fare il presidente”. Russo ha sottolineato la passione popolare che circonda il progetto: “Alla prima partita con il Matese vidi uno stadio stracolmo e mi chiedevo come si può fare meglio. Sono tornato con l’Avezzano e mi sono detto che è straordinario quello che stanno facendo. Con la Sambenedettese poi penso che la piazza abbia fatto capire a tutti che cosa significa l’espressione ‘è una piazza che merita altri palcoscenici’.

“Poi è importante riuscire a gestire in modo professionale la società organizzandola per essere pronta ad andare oltre il risultato del campo ma in quelle partite è chiaro che vieni trascinato”.

“Arrivo in punta di piedi” ha proseguito Russo, “rispettando tutti e quello che è stato creato. L’Aquila è un modello raro in Europa e forse unico in Italia. Essere chiamato mi riempie di orgoglio e mi riempie di responsabilità. Mi auguro che si diventi in tre o quattro imprese perché per ambire a palcoscenici importanti servono realtà imprenditoriali solide che mettono la ciliegina sulla torta di quello che si sta facendo”.

Quello di Russo sarà un contributo economico importante che garantirà un budget solido per la campagna acquisti ma, ha specificato, gli piacerebbe investire anche sul settore giovanile “che rende sostenibile il calcio nel lungo periodo e rappresenta al meglio il legame tra la città e il club. L’Aquila è una piazza che deve lottare per vincere”.
Sul nuovo direttore sportivo Russo si è detto non preoccupato: “Non c’è ancora un nome pronto, ma siamo a lavoro. È una piazza ambita per i ds e quindi non mi preoccupo. Sceglieremo le figure più adatte”.


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