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L’Appennino che resiste, il libro che racconta il cammino nelle terre del sisma

l’appennino che resiste
Dal 10 luglio in libreria il nuovo libro di Andrea Mattei. Un viaggio di 245 chilometri tra Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio lungo il Cammino nelle Terre Mutate, simbolo di rinascita e resilienza.

Dal 10 luglio in libreria il nuovo libro di Andrea Mattei: 245 km tra Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio per raccontare la rinascita dell’Appennino.

A dieci anni dal terremoto che ha ferito il Centro Italia, arriva in libreria un libro che è molto più di un diario di viaggio. “L’Appennino che resiste. Un cammino nelle terre del sisma”, il nuovo volume di Andrea Mattei, pubblicato da Laterza nella collana I Robinson. Letture, conduce il lettore lungo i 245 chilometri del Cammino nelle Terre Mutate, il primo itinerario escursionistico solidale d’Europa.

Dal 10 luglio il volume invita a percorrere, passo dopo passo, un territorio ancora segnato dalle ferite dei terremoti del 2016 e del 2017, ma capace di custodire una straordinaria forza di rinascita. Un viaggio che attraversa Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, dai monti Sibillini al Gran Sasso, tra paesaggi di rara bellezza e borghi che continuano a lottare contro lo spopolamento e l’abbandono.

L’Aquila, l’indignazione che ha dato vita al Cammino

Il cuore del libro, nonché la meta finale del viaggio, è L’Aquila. Ed è proprio ritornando alle origini di questo percorso che si comprende la vera forza politica e sociale del Cammino nelle Terre Mutate. Tutto nasce nel 2012 dall’indignazione di Enrico, un avvocato romano impegnato nel civile, e di sua moglie Ersilia, mentre stavano organizzando le vacanze:

«Con Ersilia volevamo andare in Spagna, stavamo organizzando il nostro Cammino di Santiago».

A cambiare i loro piani fu un giornale radio che riportò bruscamente Enrico alla realtà italiana di quegli anni, accendendo la scintilla della protesta:

«Si parlava dell’Aquila, delle macerie che tre anni dopo ancora occupavano il centro storico, mentre la politica annunciava grandi opere, il Ponte sullo Stretto… La cosa che mi fece più rabbia non fu tanto sentire che all’Aquila non partivano i cantieri, quanto ascoltare subito dopo il capo del Governo annunciare, pomposamente: Il Ponte si farà! Ciò mi indignò a tal punto che dissi a Ersilia: Dobbiamo fare qualcosa».

Da quel moto di rabbia e civismo nacque l’idea di una marcia solidale per accendere i riflettori su una ricostruzione ferma:

«Saremo io, te e un paio di amici, le dissi, ma bisogna farlo. Lasciamo perdere Santiago, andiamo a piedi a L’Aquila, una camminata di protesta e solidarietà».

Un atto di speranza che unisce l’Appennino

Il libro intreccia il racconto del cammino con le storie di uomini e donne che hanno scelto di restare. C’è Erica, monaca del monastero di San Luca a Fabriano, che accoglie i pellegrini secondo la Regola benedettina dell’ascolto; Rita, commerciante di Norcia, punto di riferimento della sua comunità; Patrizia, che a Ussita ha ricominciato dopo aver perso tutto; Stefano, il fornaio di Arquata del Tronto, sveglio nella tragica notte del 24 agosto 2016; Assunta, tessitrice di Campotosto, che ha fatto rinascere il suo antico telaio dalle macerie.

“L’Appennino che resiste” è insieme testimonianza civile, racconto di viaggio e riflessione sul futuro delle aree interne italiane. Un invito a conoscere luoghi spesso dimenticati, ma ancora ricchi di storia, natura e umanità, dove la ricostruzione non riguarda soltanto gli edifici, ma soprattutto le persone.

Un libro che parla di terremoti, ma soprattutto di resistenza, speranza e futuro: una lettura che accompagna il lettore lungo un Appennino che, nonostante tutto, continua a camminare.