L’anniversario della morte di Maria Ferrari

Coraggio evangelico, lievito di carità.

di Fra Piero Sirianni | 09 Febbraio 2024 @ 05:00 | ATTUALITA'
Maria Ferrari Suore ferrari
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La persona umana che accoglie – senza riserve – l’abbondante grazia trinitaria, acquista la forza e il coraggio evangelici e diviene fermento di amore in questo mondo. Gli uomini di Dio possono testimoniare le meraviglie che Egli compie nella storia e nella vita di ogni sua creatura; ce lo ricorda la narrazione del libro dell’Esodo: «Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquila e vi ho fatto venire fino a me» (Es 19,4). Il Creatore è Padre di tutti, prossimo nella salvezza e nella misericordia, «lento all’ira e grande nell’amore» (Sal 103/102,8).

L’undici febbraio, memoria liturgica della beata Vergine Maria di Lourdes, ricorre l’anniversario della morte di Maria Ferrari, fondatrice delle Suore Zelatrici del Sacro Cuore. Sono trascorsi centoventotto anni da quel giorno; tuttavia, la sua testimonianza di fede, speranza, carità parla ancora e interpella i nostri vissuti.

Le narrazioni biografiche di Donna Maria Ferrari ci fanno conoscere la sua esperienza umana e cristiana: «Avendo una discreta disponibilità di beni, non si lascia imbrigliare dalle motivazioni dell’egoismo, così forte tentazione per chi possiede delle ricchezze; ma sviluppando in sé la sua capacità di amare, considera gli “altri”, specialmente i più bisognosi, come “valori” in se stessi, quindi degni di rispetto e col diritto che, chi possiede delle ricchezze, si prodighi in loro aiuto» (G. Esposito, “Donna Maria Ferrari. Fondatrice delle Suore Zelatrici del S. Cuore”, 45). Già la sua tenera età incarnava l’invito di Gesù Cristo a essere prossimi a tutti nel bene: «Ancora tanto giovane, ma già così sensibile alle necessità dei bisognosi, specialmente se piccoli e privi di affetti familiari, la sua generosità senza limiti, si era imposta, ben presto, all’attenzione sia dei ricchi, che dei poveri della città. Dovunque vi fossero dei bisognosi da aiutare, degli ammalati da soccorrere, delle ragazze da sfamare, educare, difendere dai pericoli della corruzione, lì si era sicuri di incontrare la giovane nobildonna Maria Ferrari» (Ibidem, 59).

In tal modo, scopriamo il carisma che la Fondatrice aquilana ricevette da Dio, quello, cioè, «della carità per i poveri, gli ammalati, i bisognosi di cure, di assistenza, di istruzione, perché vive profondamente in sé, sentimenti di bontà, di comprensione, di compassione e compartecipazione, con i fratelli più bisognosi» (Ibidem, 103). Ella ha incarnato un particolare aspetto della multiforme grazia divina, e lo ha fatto fruttificare in opere sante e caritatevoli; la sua vita rispecchia ciò che papa Francesco scriveva nel 2018 alla Chiesa universale: «Tra le diverse forme, voglio sottolineare che anche il “genio femminile” si manifesta in stili femminili di santità, indispensabili per riflettere la santità di Dio in questo mondo. E proprio anche in epoche nelle quali le donne furono maggiormente escluse, lo Spirito Santo ha suscitato sante il cui fascino ha provocato nuovi dinamismi spirituali e importanti riforme nella Chiesa» (Gaudete et exsultate, 12).

La santità di Maria Ferrari rimane una testimonianza di carità e prossimità verso tutti, primieramente a vantaggio dei più poveri; un dono di sé incondizionato; uno strumento di amore nelle mani di Dio. E invita tutti a mettere in pratica il desiderio gesuano: «tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40). Attingendo al luminoso esempio dei Santi, il Vescovo di Roma non si stanca di annunciare – a ciascun battezzato – la vocazione alla sequela di Gesù e alla edificazione del regno di Dio: «Tutti siamo chiamati ad essere santi vivendo con amore e offrendo ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove si trova. […] Lascia che la grazia del tuo Battesimo fruttifichi in un cammino di santità. Lascia che tutto sia aperto a Dio e a tal fine scegli Lui, scegli Dio sempre di nuovo. Non ti scoraggiare, perché hai la forza dello Spirito Santo affinché sia possibile, e la santità, in fondo, è il frutto dello Spirito Santo nella tua vita» (Gaudete et exsultate, 14.15).

L’opera di Maria Ferrari continua ancora oggi nel mondo, per mezzo delle Suore Zelatrici del Sacro Cuore: con il loro carisma e il loro apostolato. Le case religiose sono presenti: nel territorio aquilano, in Puglia, a Padova, a Torino, in Indonesia, nelle Filippine. Il loro impegno si orienta nell’assistenza dei più poveri e bisognosi, degli anziani e degli ammalati; e nella educazione e formazione dei più piccoli e disagiati.

Questo carisma sia un invito per tutti noi ad assumere «gli stessi sentimenti di Cristo Gesù» (Fil 2,5), a divenire – come Lui – buoni Samaritani (cfr. Lc 10,29-37); più umili e fraterni; maggiormente compassionevoli e caritatevoli; attenti al grido e ai bisogni di chi anela a risorgere.

Ci prepareremo alla festa dell’11 febbraio prossimo con un triduo di preghiera, nella cappella dell’Istituto in via S. Chiara D’Aquili, 20 (Belvedere), a partire da domani 8, alle ore 17,00; alla recita del Santo Rosario seguirà la preghiera comunitaria dei Vespri e la benedizione eucaristica.

Domenica 11 le sante Messe saranno celebrate – nella stessa cappella dell’Istituto – alle ore 8,00 e alle ore 17,00.


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