L’agricoltura oggi è cool. Verso un ritorno al passato

di Isabella Benedetti | 13 Settembre 2023 @ 05:30 | PUNTI DI SVISTA
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Se non vuoi studiare, vai a lavorare, vai a zappare la terra”, dicevano i nostri padri e i nostri nonni, in modo asciutto e perentorio, a figli e nipoti con poca voglia di applicarsi sui libri.

Lo dicevano con un misto di rabbia e tristezza, perché il lavoro dei campi spaccava le ossa e induriva le mani. Loro, per i figli, sognavano un futuro migliore. La terra era sinonimo di povertà, il raccolto era sottoposto a scarsi mezzi e alle bizzarrie del tempo meteorologico. La città, al contrario, era il luogo della speranza, delle aspettative, dell’industria, del commercio, del posto di lavoro sicuro che sgravava dai pensieri e da ogni forma di alea. Ma la rivoluzione industriale ha disatteso le promesse di chissà quale ipotetico roseo futuro, la vita metropolitana ha ingrigito la pelle e intossicato i polmoni.

Nella scala delle nostre priorità abbiamo capito quelli che sono i nostri bisogni primari. E’ il motivo per cui tanti uomini d’affari, all’apice della loro carriera, costellata di successi, hanno mollato tutto per ritirarsi in campagna, a vivere una vita più “vera”, rallentando e scrollandosi di dosso smog e stress. L’era post industriale registra un’inversione di tendenza, un ritorno alla terra così tanto paventata e disprezzata in passato. Chi è tornato ad una forma di vita agreste, lo ha fatto in modo assolutamente diverso, molte volte con un diploma di laurea in tasca e in mente un progetto preciso e articolato. C’è voglia di un ritorno al passato, di riscoprire origini e tradizioni, di rispolverare le antiche metodologie dei nostri antenati per offrire, in chiave moderna, prodotti autenticamente genuini ad un mercato che ne fa sempre più richiesta. Tutto questo comporta una maggiore sensibilizzazione anche alla bio-sostenibilità.

Una ricerca della Coldiretti del 2020 ha evidenziato una crescita del 14% del numero dei giovani imprenditori, rispetto ai 5 anni precedenti. Sono 55mila gli under 35 al timone di imprese agricole ed allevamenti. E’ un primato in Europa. Sempre la Coldiretti ha sottolineato come l’agricoltura sia diventata un settore in grado di creare opportunità occupazionali e di know-how professionale, in crescita esponenziale nel tempo. In Italia 1 impresa su 10 è esercitata da giovani.

Chi è senza lavoro o ha un lavoro precario, chi conduce una vita grigia e insoddisfacente e vuole dare una svolta alla propria esistenza, spesso decide di giocarsi la carta del lavoro nei campi, di creare un’impresa agricola, magari utilizzando proprio quel vecchio terreno lasciato incolto dalla morte del nonno. Quella terra ha un valore immenso, ma non tutti hanno la fortuna di averne. I costi dei terreni in Italia sono fra i più alti d’Europa e per chi voglia impiantare un’attività da zero, l’acquisto di un terreno comporta sicuramente un gravoso costo iniziale. Sono al vaglio, proprio per questo motivo, proposte e iniziative per consentire l’assegnazione di terreni demaniali a giovani desiderosi di intraprendere un’attività agricola. In un momento di incertezza, il ritorno alla terra è la rivoluzione culturale e il punto fermo da cui ripartire e dove affondare le radici. Da opportunità di lavoro a fenomeno di costume, il passo è stato breve.

L’agricoltura è la moda del momento o, per dirla con un termine moderno e internazionale, è “cool”.

I social e il proliferare di video di neo-agricoltori con il bicipite tatuato in outfit Dolce e Gabbana sono sicuramente gli artefici di questa ondata di interesse per il mondo agreste. Sembrano più i figli di Arnold Schwarzenegger che i discendenti dell’antico colono “della bassa”, ma ci piacciono parecchio. Seminano in ogni spazio, perché ogni area può essere quella giusta e coltivano ogni cosa dalla quinoa alle patate viola e ogni stravaganza esotica. Anche qui si sentono gli effetti della globalizzazione. Da nord a sud si ristrutturano aree abbandonate, vecchie malghe in Trentino come le masserie in Puglia. Ma il trend del momento è l’orto domestico, l’agricoltura e il verde trasportato in città. Il bosco verticale è un must che regala un nuovo look e ossigeno ai palazzi urbani, l’orto realizzato sulle terrazze è un modo geniale e laborioso di coltivare il pomodoro ciliegino e quant’altro a km 0. Spuntano orti sulle terrazze delle metropoli europee, da Londra a Parigi a Roma. Chi realizza queste opere è, in genere, un personaggio mediatico, uno youtuber che trasforma in manicaretti i prodotti da lui stesso coltivati. Fanno spettacolo, sono disinvolti davanti la telecamera e hanno più follower dei divi del cinema. Sono quelli che seguono i nostri figli, che provano a copiare i loro “piatti” in genere con tanto curry e tanto lime.

Qualunque sia la strada che porta a un riavvicinamento a queste forme di attività e a stili di vita sano, va bene percorrerla perché, come dice un famoso slogan “l’amore per la terra da solo buoni frutti”.


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