L’acqua dell’Abruzzo in soccorso della Puglia che rischia la sete

Si cerca acqua fresca, almeno il 40% in più, entro il 2050

di Redazione | 27 Luglio 2020 @ 10:28 | AMBIENTE
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“Le acque del fiume Sele, del Calore, del Fortore, del Pertusillo deviati da montagne remote verso la Puglia siccitosa non bastano più e l’Acquedotto Pugliese cerca acqua fresca, almeno il 40% in più entro il 2050”. La soluzione a un futuro di siccità per la regione pugliese sta “per esempio, una conduttura potrebbe far arrivare a Bari quell’acqua che un’ottantina di chilometri più a levante l’Albania lascia scorrere nell’Adriatico. Dopotutto, la parte turca di Cipro potrebbe essere dissetata con una tubatura sospesa a mezzo mare, come si potrebbe fare fra Albania e Puglia. Oppure il fiume Pescara, in Abruzzo“. A parlarne un articolo di Jacopo Giliberto su IlSole24Ore.

“L’Albania, di cui si parla da qualche anno, oppure le sorgenti dell’Aterno e del Pescara in Abruzzo sono progetti ancora da impostare”. Ma sono sottesi nel piano industriale e nell’assemblea degli azionisti dell’Acquedotto Pugliese (la Regione Puglia). E serve più acqua perchè lo scenario cambia velocemente e il cambiamento del clima si legge in modo evidente attraverso la rete dell’acquedotto. Le piogge si sono rarefatte e quando piove sono tempeste, quelle che molti chiamano in modo approssimativo “bombe d’acqua”.

Ma – è naturale – un eventuale processo di realizzazione di nuove condotte che vengono da lontano chiede la solidarietà fra Regioni e anche fra Paesi, sfiora il tema della regolazione delle tariffe, tocca l’argomento dell’accettabilità sociale in una società che si è fatta più scorbutica e reattiva e impone di condividere anche fuori dalla Puglia i vantaggi di un’opera così rilevante che per esempio potrebbe arricchire di risorse gli acquedotti dell’Abruzzo meridionale e del Molise.


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