L’accordo ancora non c’è: il decreto maggio slitta ancora

di Redazione | 08 Maggio 2020 @ 14:54 | POLITICA
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Liti nella maggioranza sugli aiuti alle imprese e Regioni che lamentano risorse inadeguate e bisticciano con l’Inps sui ritardi della Cig in deroga. La tensione rimane altissima e il nuovo decreto economico atteso in aprile e poi a inizio settimana slitta ancora, al fine settimana o all’inizio della prossima. Nonostante il susseguirsi di riunioni tecniche e politiche e gli Uffici che producono calcoli e simulazioni a pieno regime, il Governo non riesce a chiudere la maxi-manovra da 55 miliardi, tanto che si inizia a ipotizzare anche uno spacchettamento delle misure, per accelerare almeno sui capitoli su cui c’è accordo. Di sicuro ci saranno buoni fino a 500 euro per le biciclette, con 125 milioni a disposizione, come ha spiegato il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa; il superbonus sui lavori green scatterà da luglio, come ha ribadito il sottosegretario alla presidenza Riccardo Fraccaro

Sono ancora molti, però, i dettagli da mettere a punto, a partire, appunto, dal pacchetto per le imprese. Italia Viva rimane contraria a ipotesi d’ingressi diretti dello Stato nel capitale delle Pmi. Ipotesi che secondo il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli risulta al momento impraticabile. I renziani intanto continuano a chiedere di estendere i limiti di fatturato per i ristori a fondo perduto, ora pensati per le piccole imprese, fino a 5 milioni (in base al danno subìto, si valuta fino al 20%), ma anche di pensare al taglio di parte delle tasse al momento sospese (che dovrebbero con il nuovo decreto slittare ancora da giugno a settembre) o a crediti d’imposta per chi immette risorse fresche nella sua azienda. Incentivi fiscali per gli apporti di capitali privati, in effetti, sarebbero allo studio, ma per accompagnare il sistema che vedrebbe lo Stato parte attiva del rafforzamento delle medie imprese, quelle tra 5 e 50 milioni di fatturato.


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