L’Abruzzo ha un nuova legge urbanistica: “Giornata storica”. Le opposizioni: “Occasione persa”

di Alessio Ludovici | 22 Novembre 2023 @ 05:00 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – In consiglio regionale, ieri, l’attesa discussione sulla Nuova Legge Urbanistica Regionale. Ultimo step, l’approvazione ieri alla fine di un percorso travagliato. Il nuovo testo unico era atteso da 40 anni esatti. L’ultima legge organica, seppur modificata nel tempo, risaliva infatti al 1983.

Testo approvato solo con i voti della maggioranza però. La nuova legge urbanistica, 108 gli articoli, detta le norme per il governo del territorio al fine di garantire lo sviluppo sostenibile delle attività rispetto alle trasformazioni territoriali da esse indotte, evitando il nuovo consumo di suolo, salvaguardando e valorizzando il patrimonio territoriale inteso come bene comune; l’uguaglianza di diritti all’uso ed al godimento del bene stesso nel rispetto delle esigenze legate alla migliore qualità della vita delle generazioni presenti e future.

L’obiettivo primario, almeno nelle intenzione, è il raggiungimento del “consumo di suolo zero”. A tale scopo la legge conterrà una serie di strumenti, dispositivi operativi concreti e meccanismi regolativi, che consentiranno di avviare il processo.

“Oggi è una giornata storica” il commento dell’assessore regionale Nicola Campitelli: “Dopo 40 anni una nuova legge urbanistica al passo con i tempi, che tutela l’ambiente e agevola lo sviluppo del territorio in modo sostenibile ed efficiente”.

La nascita della nuova Legge Urbanistica Regionale ha vissuto un lungo iter e sono stati auditi associazioni, Organismi di Categoria e cittadini.

Sarà possibile garantire il corretto uso e la tutela delle risorse territoriali, ambientali e paesaggistiche; viene assunto come un dovere il contenimento del consumo del suolo; si punta a migliorare la qualità urbana attraverso la compensazione urbanistica e le misure premiali; si tutela le aree agricole di rilevanza ambientale e la qualità degli spazi urbani; si promuove il risparmio energetico e idrico, con un sistema della mobilità e di smaltimento dei rifiuti che sia razionale; si determinano i livelli di qualità urbana in grado di garantire benessere, salubrità, efficienza e sicurezza, oltre a livelli accettabili di insediamenti urbani promuovendo una maggiore qualità della vita soprattutto per i soggetti fragili, il che significa innanzitutto abbattimento delle barriere architettoniche e città a misura di anziano, bambino o diversamente abile. 

“Oggi consegniamo all’Abruzzo – il commento di Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale – uno strumento moderno, solido ed efficace, capace di adeguare al nuovo millennio una norma ormai datata e che doveva fare i conti con gli input che ci arrivano dall’Europa, ma anche con una regione profondamente cambiata che oggi al consumo del suolo preferisce reinventare una nuova vita per l’esistente. Oggi diamo una direzione, fissiamo dei punti fermi e ai territori spetterà recitare il ruolo da protagonisti”.

Critiche dall’opposizione: nel merito e nel metodo

“La legge urbanistica – ha spiegato Americo Di Benedetto – poteva essere per l’Abruzzo l’occasione per porsi al centro del dibattito nazionale ed invece la maggioranza di centrodestra in Regione ha deciso di approvare un testo normativo che, oltre a non offrire strumenti innovativi per il governo del territorio, determinerà seri problemi in particolare nei piccoli Comuni”.

“Questa legge è nata con l’ambizione di superare definitivamente la precedente del 1983 oggetto più volte di modifiche nel corso degli anni. Per questo”, ha affermato Di Benedetto, “avevo presentato diversi emendamenti con l’obiettivo non solo di risolvere i problemi emersi nel corso delle audizioni ma anche di dare alla nostra Regione un testo innovativo come è stato fatto in altre”. Il pensiero va all’Emilia-Romagna che con la legge n. 24/2017 è diventata il riferimento delle altre Regioni per la legislazione in materia urbanistica. “Purtroppo numerosi emendamenti non sono stati accolti e quindi molte richieste di modifica sono rimaste disattese. Richieste”, ha continuato Americo Di Benedetto, “provenienti soprattutto dall’INU, dagli enti locali e dagli ordini professionali che sanno bene come la norma approvata oggi, al di là dei proclami, non introduce nessuna vera misura di rigenerazione urbana e penalizza invece i territori più deboli. Penso in particolare alle aree interne per le quali è stato deciso di non introdurre una disciplina degli usi temporanei che, come è stato dimostrato in alcune realtà, costituisce un valido strumento per favorire il ripopolamento e la nascita di nuove iniziative. Tutto questo, senza considerare la decisione di raddoppiare gli oneri di urbanizzazione in favore della Regione e la mancanza di un reale supporto ai Comuni nell’attività di pianificazione. Un supporto che dovrebbe essere garantito con lo stanziamento di maggiori risorse rispetto alle poche previste nella legge, al fine di non far incorrere molti Comuni in una situazione di inadempimento a fronte della quale è previsto l’esercizio del potere sostitutivo da parte della Regione. In questo quadro”, ha concluso il Consigliere Di Benedetto, “nota positiva è il fatto di essere riuscito a far approvare un emendamento per evitare di far scattare l’esercizio del potere sostitutivo quanto meno per i Comuni sotto ai 1500 abitanti e quindi quelli con maggiori difficoltà. In ultimo, non posso esimermi dall’evidenziare che oggi è stata licenziata una legge urbanistica dopo 40 anni ma con riferimenti strategici a 23 anni fa! In base a quanto previsto, infatti, nelle more dell’approvazione del Piano Territoriale Regionale (senza valenza paesaggistica) troveranno applicazione le disposizioni del Quadro di Riferimento Regionale risalente a gennaio 2000. Insomma, è stato fatto un passo avanti per farne due indietro”.

Critiche anche dal Movimento 5 Stelle. “È stata applicata in Consiglio regionale la manovra della cosiddetta “ghigliottina”, per l’approvazione della nuova legge sull’urbanistica. Il fatto che si applichi questo tipo di bavaglio, su una legge così importante per la regione, la dice lunga su quanto il centrodestra sia disposto a sacrificare in termini di ascolto dei territori, pur di avere una stampella in più a tener su la becera propaganda di cui sono maestri. Aver impedito alle opposizioni di portare in aula le proprie proposte significa aver impedito ai portatori di interesse, che su quelle proposte hanno lavorato, la possibilità di vederle approvate”.


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