L’Abruzzo da non dimenticare, sul Corriere della Sera

La Rete Tramontana raccontata da Nicola Catenaro

di Redazione | 02 Giugno 2020 @ 19:39 | CULTURA
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I ricercatori della «Rete Tramontana» in difesa delle tradizioni e il lavoro sull’area del Gran Sasso che conquista un premio europeo, in un servizio di Nicola Catenaro per il Corriere della Sera – Buone Notizie.

“C’è Berardino Perilli, il poeta improvvisatore di Campotosto, capace di inventare versi in ottava rima o di recitare interi poemi cavallereschi. E c’è Battista Pio, l’anziano dagli occhi profondi di Poggio Umbricchio, in grado di ripetere a memoria centinaia di composizioni sulle storie dei santi. E poi ci sono il lessico dei ramai di Tossicia, il gergo dei cardatori di Cerqueto e Pietracamela, i canti del lavoro agricolo a Colledoro, gli antichi riti dell’accensione dei fuochi di Natale a Nerito di Crognaleto e il fascino dei suonatori di tamurrë, i tamburi che accompagnano riti e celebrazioni sui monti. Sono alcune delle gemme dell’immenso patrimonio immateriale del Gran Sasso e dell’area dei Monti della Laga, nel cuore dell’Italia centrale, un crocevia di tradizioni, tramandate oralmente, che un gruppo di studiosi vuole salvare dal buio”.

Così racconta Catenaro “i ricercatori della «Rete Tramontana» (il loro sito è www.re-tramontana.org), nata in Italia nel 2012 ed entrata a far parte delle «Success stories» del programma Europa Creativa, da cui ha ricevuto ben tre cicli di finanziamenti. Della rete fanno parte otto associazioni di cinque diversi Paesi (Francia, Italia, Polonia, Portogallo e Spagna) le quali, quest’anno, con la terza edizione della loro iniziativa (Tramontana III), si sono aggiudicate il prestigioso «Premio del Patrimonio Europeo» finanziato dalla Commissione Europea”.

La documentazione

“Il lavoro di documentazione e valorizzazione ha interessato non solo il Gran Sasso ma anche la montagna abruzzese della Majella e altre zone dell’Italia centrale e, naturalmente, i territori degli altri partner: i Pirenei in Francia, i massici del Portogallo centrale, le zone rurali dei Paesi Baschi in Spagna e i monti Tatra in Polonia. «Nove anni fa – racconta l’antropologo abruzzese Gianfranco Spitilli – era solo un’idea mia e del collega francese Fabrice Bernissan. Immaginavamo una rete di ricerca federata in un progetto di cooperazione internazionale. Da cosa nasce cosa e oggi, di fatto, è il progetto sulla memoria orale più importante d’Europa»”.

“I ricercatori di Tramontana hanno condotto oltre 1.200 indagini sul campo, raccolto documenti fotografici e audiovisivi, acquisito testi, lettere e cartoline di guerra. Hanno promosso seminari, attività didattiche, mostre multimediali e proiezioni video insieme a Comuni, università, scuole, fondazioni, biblioteche e musei. Un lavoro complesso che ha incrociato antropologia, etnomusicologia, sociolinguistica, arte visiva e sonora ed è costato all’incirca un milione di euro (di cui oltre la metà finanziati dall’Europa e il re sto raccolto con l’aiuto delle istituzioni locali)”.

I detti popolari

«È stato un cammino di conoscenza – sottolinea Spitilli, nel suo racconto a Catenaro  -, non tanto di tradizioni, come spesso si dice pensando a cose desuete o dal fascino anche un po’ impolverato, ma di vere e proprie abilità e modi di vivere e di stare al mondo».

“Cose che non si ritrovano soltanto nei detti popolari ma anche nel rapporto delle comunità rurali con la natura. «Una saggezza che oggi, persi nell’ossessione tecnologica e iperproduttiva, è stata completamente dimenticata». «Abbiamo toccato con mano – aggiunge Luìs Costa, coordinatore dell’associazione portoghese Binaural Nodar, attuale capofila del progetto – il legame incredibile tra piccoli territori rurali di Paesi diversi dell’Europa. Nella tessitura, ad esempio, i nomi che vengono dati alle parti del telaio sono spesso simili, così come molte somiglianze ci sono nelle festività religiose». In Italia la collaborazione delle due associazioni impegnate in Tramontana, ovvero Bambun e LemItalia, entrambe con sede a Teramo, ha partorito anche un inventario dei beni culturali immateriali della zona del Gran Sasso e Monti della Laga reperibile sul sito www.gransassolaga.ch.it.

Le due équipe italiane di Tramontana III sono formate, per Bambun, oltre che da Spitilli (Università degli studi di Teramo), da Stefano Saverioni (responsabile audiovisivo), Marta Iannetti, Emanuele Di Paolo e Giancarlo Pichillo, e, per LemItalia, da Giovanni Agresti (Université Bordeaux Montaigne), Silvia Pallini, Gabriella Francq, Renata De Rugeriis, Giulia Ferrante”.


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