La Ue dice sì a Conte: Recovery Fund è urgente

di Redazione | 23 Aprile 2020, @08:04 | POLITICA
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ROMA – Il premier Giuseppe Conte, a quanto si apprende, nel corso del Consiglio europeo ha chiesto una modifica alle conclusioni della riunione sul Recovery Fund.

Modifica che, secondo le stesse fonti, è stata inserita e inquadrerebbe il piano per la ripresa Ue come strumento “necessario e urgente”.

Per la ripresa dalla “crisi economica acuta”, “tutti hanno concordato sul fatto che serva un piano congiunturale, o come viene chiamato anche recovery plan o recovery fund”, ha detto Angela Merkel, dopo il summit Ue in videoconferenza, parlando alla stampa a Berlino.

“Voglio dire in modo molto chiaro che una risposta comune del genere è anche nell’interesse tedesco”.

“La Germania sta bene solo se l’Europa sta bene”, ha aggiunto.

Merkel ha spiegato che non si è stati ancora tutti d’accordo per ora su come finanziare il Recovery fund, “se con sussidi o prestiti”, ha detto, ma una cosa è chiara, e cioè che il fondo sarà collegato al prossimo bilancio europeo per i prossimi sette anni.

“Questo significa per la Germania che noi dobbiamo essere disponibili a contributi di bilancio più alti di quanto avevamo messo in conto nell’ultima trattativa”. La cancelliera ha sottolineato che questo “è giusto”.

“La Commissione lavorerà in questi giorni per presentare già il prossimo 6 maggio un Recovery Fund che dovrà essere di ampiezza adeguata e dovrà consentire soprattutto ai Paesi più colpiti di proteggere il proprio tessuto socio-economico” scrive su Facebook il premier Conte, aggiungendo: “Grandi progressi, impensabili fino a poche settimane fa, all’esito del Consiglio Europeo appena terminato: i 27 Paesi riconoscono la necessità di introdurre uno strumento innovativo, da varare urgentemente, per assicurare una ripresa europea che non lasci indietro nessuno”.

“C’è solo uno strumento che può portare questa ripresa, ed è il budget Ue legato al Recovery fund”, gli “investimenti devono essere anticipati e deve esserci un giusto equilibrio tra sovvenzioni e prestiti” ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen al termine del vertice Ue. Secondo von der Leyen il budget è adatto perché “è disegnato per la coesione, la convergenza e i programmi. E gli Stati membri hanno appoggiato questa posizione”.

“L’ammontare del Recovery Fund dovrebbe essere pari a 1.500 miliardi e dovrebbe garantire trasferimenti a fondo perduto ai Paesi membri. I trasferimenti a fondo perduto sono essenziali per preservare i mercati nazionali, parità di condizioni, e per assicurare una risposta simmetrica a uno shock simmetrico” ha detto, a quanto si apprende, il premier Conte nel corso del Consiglio europeo.

“Dovremmo dare chiaro mandato alla Commissione europea – ha proseguito Conte – di preparare il più presto possibile una concreta proposta per il Recovery Fund, fornendo un ‘ponte’ per anticipare le risorse quest’anno”.

“L’emergenza sanitaria è diventata molto presto emergenza economica e sociale. Ma noi ora stiamo affrontando anche un’emergenza politica. Dovremmo rivedere il concetto di altruismo non solo nel senso di altruismo ma anche nel senso di un concetto meno romantico, quello della ‘comunità di interessi’: noi stiamo lavorando per preservare il mercato interno e in questa prospettiva non ci sono differenze tra Nord e Sud dell’Europa”.

“Questo è il momento dell’unità. Il mercato europeo è unico, se non ripartiremo insieme nessuno potrà pensare di rilanciare economie profondamente interconnesse e fortemente interdipendenti tra di loro”: così il presidente del parlamento Ue David Sassoli intervenendo al Consiglio europeo.

“Non tutti gli Stati europei sono stati colpiti alla stessa maniera dall’epidemia, alcuni hanno pagato un prezzo molto alto in termini di vite umane. È il momento di andare oltre la logica di ognun per sé e rimettere al centro la solidarietà che sta al cuore del progetto europeo”.

“L’idea di un fondo dedicato per la ripresa è un’ipotesi sulla quale siamo pronti a lavorare purché sussistano condizioni che il Parlamento considera imprescindibili”, ha aggiunto.

“Innanzitutto l’ancoraggio di questo fondo al QFP (bilancio pluriennale europeo) è la condizione necessaria per una risposta comunitaria e di lungo respiro a questa crisi. Per noi, la soluzione dovrà essere comunitaria”.

“Le istituzioni dell’Ue hanno già costruito una rete di sicurezza per fornire la liquidità necessaria per fronteggiare la crisi nell’immediato con il Mes per le necessità sanitarie, con il meccanismo Sure, per far fronte alla disoccupazione e con la Bei che darà ossigeno alle Pmi. Tutto questo è fondamentale come intervento d’urgenza ma sappiamo benissimo che la sfida vera che abbiamo davanti e che oggi sta sulle vostre spalle è pensare all’uscita dalla crisi e alla ripresa”, ha sottolineato Sassoli nel suo intervento.

Il Pil dell’Eurozona rischia di subire una contrazione del 15% e i leader europei hanno fatto troppo poco e agito troppo in ritardo. Questo l’avvertimento che la presidente della Bce, Christine Lagarde, avrebbe lanciato ai leader Ue – secondo quanto riferisce Bloomberg citando due fonti – durante la riunione in videoconferenza dei leader dell’Unione Europea. Le misure per la ripresa devono essere rapide, risolute e flessibili ha aggiunto Lagarde, secondo quanto riferiscono fonti Ue. Lagarde ha messo anche in guardia dal rischio che non tutti i Paesi siano in grado di agire nel modo necessario.

“Presento un pacchetto di soluzioni al vertice”, che comprende Mes, Sure e Bei, e “con la flessibilità di tutti potranno essere operative prima del primo giugno”: lo ha detto il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno prima del vertice Ue.

Il pacchetto “evita la frammentazione nel mercato interno che sarebbe velenosa per le nostre democrazie”. Centeno ha poi ribadito che serve un Recovery fund “commensurato ai costi della crisi, che aiuti a spalmarli nel tempo, che operi attraverso il budget Ue e che mostri solidarietà”.

“Nei prossimi dieci giorni” la Commissione europea presenterà “un piano per la ripresa” economica dalla crisi del Covid-19. Lo annuncia il vicepresidente dell’Esecutivo, Margaritis Schinas. “Il piano per far ripartire l’economia sarà una grande sfida. Non si devono dimenticare tutte le iniziative già adottate, ma c’è un ultimo tassello mancante a questo puzzle, ed è il più importante: raccogliere molti soldi senza appesantire i nostri Stati membri in modo sproporzionato – spiega Schinas – Vogliamo “trovare una via d’uscita simmetrica. Sarebbe ingiusto che alcuni Paesi soffrissero in modo sproporzionato rispetto ad altri”. “Il piano per la ripresa viene discusso oggi dai leader – conclude – e sarà elaborato dalla Commissione nei prossimi dieci giorni, con una nuova proposta incentrata sul Bilancio pluriennale Ue, che permetterà al piano di essere ancorato nel budget comunitario”


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