La strage della Marmolada, ripresa la ricerca dei dispersi

Sei morti accertati e 20 dispersi. Itituito un numero per segnalare il mancato rientro di amici e familiari: 0461495272. La procura di Trento apre un fascicolo per disastro colposo

di Redazione | 04 Luglio 2022 @ 08:57 | CRONACA
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PUNTA ROCCA – Il numero dei dispersi sulla Marmolada dopo il crollo di un seracco di ghiaccio tra Punta Rocca e Punta Penia avvenuto ieri pomeriggio inizia a salire: sarebbero almeno 20 gli escursionisti ancora dispersi. Lo riporta la homepage del sito di Rainews24, apprendendo la notizia da fonti dei soccorritori. Soccorritori i quali, nonostante il pericolo e le condizioni meteo incerte, non hanno mai smesso le attività nemmeno nel corso della notte. Atteso l’arrivo, oltre che del capo della protezione civile Fabrizio Curcio e del presidente della Regione Luca Zaia anche del presidente del Consiglio Mario Draghi

Un equipaggio dei vigili del fuoco permanenti di Trento è stato portato sul ghiacciaio per proseguire le ricerche con i droni dotati di termocamere, in grado di individuare anche al buio la fonte di calore emessa da una persona. Al momento non vi sono notizie sull’esito dei sopralluoghi. Ad essi si aggiungeranno tra poco anche i droni del Soccorso alpino del Trentino, pronti ad alzarsi in volo. 

Come riporta Rainews24, a Canazei sono arrivati due gruppi di parenti di vittime e dispersi. Le vittime sono tutte al palaghiaccio di Canazei, dove è stata allestita la camera ardentee dove i parenti, in mattinata, inizieranno il doloroso rito dei riconoscimenti dei corpi. Al momento sono 6 le vittime confermate: tre italiani, un cecoslovacco, più un uomo ed una donna non ancora identificati. Le condizioni meteorologiche saranno determinanti per valutare l’intervento diretto dei soccorritori: il freddo e le basse temperature sono fondamentali per garantire un minimo disicurezza alle operazioni, visto che sulla montagna è rimasto un’enorme quantità di ghiaccio pericolante. 

Secondo quanto è stato finora ricostruito, la valanga ha travolto due cordate da sei alpinisti. Per gli inquirenti la valanga sulla Marmolada è:

“Un disastro inimmaginabile, una carneficina tale che solo difficilmente ci permetterà di identificare con esattezza l’identità delle vittime perché i corpi sono stati smembrati dalla colata di ghiaccio e sassi”.

Tra le vittime ci sarebbero anche le guide. Stando alle verifiche fatte sulle strade di Passo Fedaia e nei parcheggi attorno al lago Fedaia, da cui partono gli attacchi dei sentieri che portano alla Marmolada,ci sono 16 auto il cui proprietario non è ancora stato identificato. 

Il Soccorso alpino nazionale ha istituito un numero da chiamare per segnalare il mancato rientro di amici e familiari. Il numero è 0461.495272 e l’avviso è stato diffuso in italiano e in inglese. Delle verifiche saranno fatte anche sul lato bellunese della montagna perché da malga Ciapela potrebbero essere salite altre persone. “Una situazione che lascia comunque poca speranza”, ha detto il capo della Protezione civile del Trentino, Raffaele De Col.

La procura di Trento ha aperto un fascicolo sul crollo del seracco in cima alla Marmolada: disastro colposo è il reato ipotizzato, al momento a carico di ignoti. Ad occuparsi delle indagini, con il procuratore Sandro Raimondi, é la pubblico ministero Antonella Nazzaro

LA TRAGEDIA. Nel primo pomeriggio di ieri un ampio seracco di ghiaccio è crollato causando una valanga a 300 km orari. Il distacco si è verificato vicino a Punta Rocca, lungo l’itinerario di salita della via normale per raggiungere la vetta. Proprio sabato sulla Marmolada era stato raggiunto il record delle temperature, con circa 10 gradi in vetta. Subito sono state attivate tutte le stazioni del soccorso alpino della zona, sono stati impiegati 5 elicotteri ed unità cinofile per verificare l’eventuale presenza di  altre persone.

Il ghiacciaio della Marmolada è un ghiacciaio vallivo che scende lungo il versante settentrionale della Marmolada, la montagna più alta delle Dolomiti. Un seracco è il grosso blocco di ghiaccio che forma il lato di un crepaccio. I crepacci trasversali e longitudinali si formano durante il movimento lento ma costante di un ghiacciaio verso valle. Le alte temperature rendono instabili queste strutture. 

 


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