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La storia di Wild e Julien

La storia di Wild e Julien
La squadra antiveleno a tutela delle montagne d’Abruzzo e dei territori limitrofi

La squadra antiveleno a tutela delle montagne d’Abruzzo e dei territori limitrofi

“Un altro piccolo tassello si aggiunge alla costruzione della squadra cinofila antiveleno”. Con queste parole Stefano Orladini di Salviamo l’Orso ha salutato l’ingresso operativo di Wild e del suo conduttore Julien nel progetto condiviso con Rewilding Apennines. Un annuncio che è molto più di una buona notizia: è il segno concreto di una nuova fase nella tutela delle aree montane abruzzesi.

La squadra che annusa il pericolo

“L’aver messo in piedi la squadra antiveleno non è stato per niente facile e ha richiesto impegno e perseveranza (di Julien, che ha iniziato il percorso addestrativo di Wild due anni fa), nonché denaro per il pick-up modificato per accogliere il cane e farlo operare in piena sicurezza”, racconta con orgoglio Stefano.

Wild è una giovane femmina di pastore belga Malinois, entrata nel team nel giugno 2024. Da allora è inseparabile dal suo conduttore, Julien Leboucher. Insieme formano una unità cinofila antiveleno addestrata a individuare tracce di sostanze tossiche disseminate illegalmente nei territori montani.

Il loro compito è semplice da raccontare, ma complesso da realizzare: scovare il veleno prima che uccida. Un lavoro che salva la vita ad animali selvatici e domestici e che contribuisce a preservare l’equilibrio degli ecosistemi dell’Appennino centrale.

Julien, un abruzzese d’adozione con una missione

Julien nasce il 28 giugno 1988 a Mont Saint Martin, in Francia, ma cresce a Raiano, nel cuore della Valle Peligna. Qui, tra montagne e silenzi, sviluppa fin da bambino un legame profondo con la natura.

Oggi è guida ambientale escursionistica e operatore di campo: accompagna visitatori tra i paesaggi dell’Appennino e, allo stesso tempo, lavora ogni giorno per la convivenza tra uomo e fauna selvatica. È volontario storico di Salviamo l’Orso e collabora con Rewilding Apennines nelle attività di coesistenza uomo-fauna e nella gestione di un centro di riproduzione del gambero di fiume.

Per Julien, l’orso bruno marsicano è veramente il simbolo della selvaticità appenninica, un patrimonio fragile che necessita di corridoi ecologici sicuri e di una comunità umana consapevole.

Contro il veleno, una risposta concreta

“Siamo un’associazione che opera concretamente sul campo” aggiunge Stefano, “e grazie anche al nostro partner Rewilding Apennines, oggi possiamo essere giustamente orgogliosi di questa squadra, destinata al contrasto di comportamenti criminali come quelli che causano i ricorrenti avvelenamenti di orsi e lupi”.

La risposta di Wild e Julien è fatta di prevenzione, presenza e controllo del territorio. Le loro perlustrazioni rappresentano una barriera concreta contro un crimine che non deve più essere tollerato.

La sintonia e l’amicizia tra Wild e Julien incarnano questo impegno: la loro presenza racconta una nuova alleanza tra uomo e natura, fondata su conoscenza, cura e coraggio.

“Lavoreranno dovunque sia segnalata la possibile presenza di bocconi avvelenati”, conclude Stefano, “ma in particolare nel corridoio ecologico e quei territori che mettono in comunicazione il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise al Parco Naturale Regionale Sirente Velino, dove sono stati numerosissimi e letali gli episodi di avvelenamento che hanno colpito la fauna selvatica”.

Le immagini che raccontano il loro lavoro, firmate dal fotografo naturalista Bruno D’Amicis, restituiscono la forza di una storia fatta di silenzi, tracce e dedizione. E proprio da qui, da queste montagne, parte un messaggio chiaro: proteggere la biodiversità è possibile. Servono competenza, passione e una rete di persone pronte a difendere ciò che resta di più selvaggio e autentico nel cuore dell’Italia.