La Solennità dell’Assunzione della B. V. Maria. Celebrazioni in città a L’Aquila

di don Daniele Pinton | 14 Agosto 2023 @ 06:00 | CREDERE OGGI
Assunzione
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L’Aquila. In occasione della solennità dell’Assunzione in cielo della Beata Vergine Maria, sono diverse le celebrazioni in programma nel capoluogo della regione Abruzzo.

In particolare, il Cardinale Arcivescovo Giuseppe Petrocchi, presiederà martedì 15 agosto alle 11.00 la celebrazione eucaristica nella Basilica di S. Maria di Collemaggio, dedicata proprio all’Assunzione in cielo della Beata Vergine Maria.

Il vescovo ausiliare, mons. Antonio D’Angelo, alle ore 11:00 presiederà la liturgia dell’Assunta nella località Corbellino, una frazione di Fagnano Alto, dove è parroco don Pedro Rodriguez Antonio.

In piazza Duomo le celebrazioni liturgiche in occasione della solennità dell’Assunzione seguiranno l’orario festivo, il 14 agosto alle ore 18:00 e il 15 agosto alle 10:00, 11:30 e 18:00.

La basilica di S. Maria di Collemaggio, dove è ancora in corso il Giubileo della Misericordia, indetto da Papa Francesco al termine della Perdonanza celestiniana del 2022 e che si concluderà il 28 agosto del 2023, con la solenne apertura della Porta Santa di Collemaggio nella 729a Perdonanza celestiniana, da pochi mesi ha un nuovo Rettore, mons. Stefano De Paulisis.

In questo periodo estivo, proseguono le attività di accoglienza dei numerosi pellegrini che in questo periodo visitano la Basilica sia per l’indulgenza plenaria celestiniana e per venerare le reliquie di S. Pietro Celestino V, papa.

Tra le varie iniziative, il rettore di Collemaggio con un gruppo di fedeli, ha istituito per tutto il mese di agosto, dal lunedì al venerdì, dalle ore 15:00 alle ore 18:00, nell’apside, dietro all’altare maggiore l’Adorazione Eucaristica, in preparazione alla Perdonanza celestiniana.

Intanto, come ogni anno, il 15 agosto, poco prima del tramonto, si raduneranno nella Basilica di Collemaggio molti tra turisti, fedeli e curiosi, che vogliono ammirare i ‘giochi solari dell’Assunta’, attraverso i quali, sul finestrone gotico dell’apside della Basilica, appare un’immagine di luce che ricorda quella della Beata Vergine Maria.

La celebrazione della solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria in cielo, inizia con il dogma definito nell’anno del Giubileo del 1950, da Pio XII, il primo novembre.

Colei che fu Madre di Dio, come fu preservata dal peccato originale, così lo fu dalla corruzione del corpo. Al pari del corpo del Figlio che risuscitò e salì al cielo trasfigurato anche il corpo di Colei che lo portò in grembo e lo generò è assunto in cielo integro, senza subire dissoluzione, ed è glorificato. Il Figlio e la Madre subirono la morte, ma non il disfacimento del loro corpo, a differenza del nostro, che sarà sottoposto alla corruzione del sepolcro.

Colei che ha generato il Signore della vita non poteva non essere rivestita dell’immortalità, oltre che nella sua anima, anche nel corpo. Maria, dunque, non subì la corruzione del sepolcro, né dovette attendere la redenzione del suo corpo alla fine del mondo.

A ben riflettere, nel periodo estivo, quello delle ferie agostane, la Chiesa ci sospinge a celebrare con gioia gli effetti della redenzione di Cristo, morto e risorto, sull’umanità, a cominciare da sua Madre. In questa «Pasqua dell’estate», san Paolo ci istruisce così: Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Se per mezzo di un Uomo, Adamo, venne la morte, per mezzo del Nuovo Adamo, Cristo, viene la resurrezione dei morti. E, così, dopo Cristo che è risorto, risorgeranno tutti coloro che sono suoi. Maria, assunta in cielo in anima e corpo, è la prima dopo la primizia che è Cristo, a condividere il destino di gloria del Figlio.

Guardando a Maria vediamo già realizzato il nostro futuro. La nostra esistenza, pur subendo il disfacimento nel corpo, non finirà definitivamente in un pugno di cenere, nella tomba. Il nostro destino, dunque, è quello di una vita non indebolita o depotenziata. Camminiamo verso un futuro di pienezza, uniti a Cristo, primizia di coloro che sono morti e risorgeranno. Durante il nostro pellegrinaggio terreno, al termine del quale condivideremo il destino di Maria, madre dei credenti, siamo chiamati a cantare anche noi il suo Magnificat, che abbiamo sentito oggi proclamare.

Come la giovane donna di Nazaret abbiamo fiducia in Dio, ma anche nelle persone, nella loro capacità nativa di essere persone comunitarie, generatrici di dono e di servizio, ma soprattutto di Cristo. Allora, sarà tempo di messi abbondanti, di pace.


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