La processione aquilana del Cristo morto si farà, ma con precauzioni contro il covid-19

di don Daniele Pinton | 07 Aprile 2022 @ 20:04 | CREDERE OGGI
processione aquilana
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L’Aquila, La storica processione aquilana del Cristo morto, celebrata a L’Aquila ininterrottamente dal 1954, ma interrotta nel 2009 per il sisma e nel 2020 e 2021 per le restrizioni pandemiche, il 15 aprile 2022, Venerdì Santo, verrà riproposta con una particolare attenzione ad alcune precauzioni, come l’uso della mascherina, per evitare un nuovo diffondersi della pandemia per covid-19.

Con il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da covid-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza (cfr DL 24 marzo 2022, n.24), la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, con una circolare del 25 marzo 2022, aveva dato consigli e suggerimenti circa le celebrazioni liturgiche insieme agli Orientamenti per i riti della Settimana Santa, tra i quali  l’obbligo di mascherine nei luoghi di culto al chiuso, come previsto dal DL 24/2022 che proroga fino al 30 aprile l’obbligo di indossare le mascherine negli ambienti al chiuso.

Durante la riunione in Prefettura, nel pomeriggio del 6 aprile, i frati di San Bernardino rappresentati da Padre Daniele Di Sipio, organizzatori dell’evento religioso insieme ai Cavalieri del Venerdì Santo, rappresentati da Antonio Ruzza, hanno presentato il ‘piano di sicurezza’ della processione, che non prevede solo ciò che normalmente è previsto per una manifestazione pubblica, ma anche dettagliate indicazioni precauzionali, contro il diffondersi del covid-19, anticipando le richieste del Prefetto dell’Aquila, la dott.ssa Cinzia Torraco, che in quella sede ha chiesto all’Amministrazione Comunale aquilana, di emanare una ordinanza che come per la fiaccolata del tredicesimo anniversario del sisma, preveda indicazioni chiare sulla prevenzione alla pandemia, compreso l’uso delle mascherine, per tutta la durata della manifestazione religiosa.

Dopo che il Cardinale Arcivescovo Giuseppe Petrocchi, la scorsa settimana ha autorizzato lo svolgersi della Processione del Cristo Morto, è stata messa in moto la macchina organizzativa, dando indicazioni sul percorso che vedrà l’inizio della manifestazione nella Basilica di San Bernardino e che vedrà la processione snodarsi per via S. Bernardino, corso Principe Umberto, Piazza Palazzo, Via Marrelli, Piazza Duomo lato Chiesa del Suffragio, corso Vittorio Emanuele II, via S. Bernardino e rientro in Basilica.

La scorta al Cristo Morto, è stata affidata ai Vas, Volontari abruzzesi sangue – Fidas L’Aquila, in continuità con la scelta che era inizialmente stata fatta dai Cavalieri del Venerdi Santo, per l’edizione 2020 della processione, sospesa a causa del look-down per il covid-19.

Immagini dell’edizione 2019 della processione aquilana del Cristo Morto

La Processione del Cristo Morto, tra le tradizioni religiose più profondamente sentite dalla popolazione aquilana, viene fatta risalire intorno al 1505 e vi sono testimonianze di una sua interruzione a causa di un decreto regio 10 dicembre 1768, per motivi di ordine pubblico. Dopo una lunga interruzione, nel 1954, grazie all’impegno dei frati Minori del Convento di San Bernardino è stata ripristinata con un percorso che segue quello delle origini, per il centro storico della Città.

La Processione, che si è sempre tenuta nelle ore serali, con inizio dalla Basilica di San Bernardino, realizzata con il Patrocinio del Comune de L’Aquila, da molto tempo, oltre che dai frati Minori di San Bernardino e dall’Arcidiocesi dell’Aquila, dal 1998 è stata affidata all’Associazione Cavalieri del Venerdì Santo.

Dalla sua ripresa, questa processione ha visto l’introduzione di Simulacri e di Simboli processionali realizzati da artisti moderni di fama nazionale, primo fra tutti Remo Brindisi e la partecipazione dei religiosi, delle religiose dell’Arcidiocesi e delle Confraternite della Città, tra i quali, dal 2010, dopo l’interruzione per il terremoto del 2009, anche una stele a forma di croce, per onorare le 309 vittime del sisma, annualmente scortata dai loro familiari.

La processione, per tutto il percorso esterno, è accompagnata dal canto del Miserere eseguito da un gruppo corale, composto di tutti i Gruppi Corali della Città, che eseguono in processione il “MISERERE” del Selecchy ha sempre creato un’atmosfera adatta per la preghiera durante la Sacra Rievocazione.


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