La poesia è viva? Si, e rinasce ogni anno a primavera!

di Eleonora Iacobone | 21 Marzo 2024 @ 05:00 | CULTURA
21 marzo - giornata mondiale della poesia
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L’AQUILA – «La poesia è sempre più di attualità perché rappresenta il massimo della speranza, dell’anelito dell’uomo verso il mondo superiore». Queste le parole di Andrea Zanzotto, una delle voci più illustri del Novecento poetico, che citiamo oggi nella data del 21 marzo in occasione della Giornata mondiale della poesia.

Una data per celebrare una forma d’arte letteraria troppo spesso messa in secondo piano perché vista come “antica”. Ma la poesia è davvero così antica e superata? Eppure la brevità che la caratterizza sembra quella più appropriata ad un mondo sempre più frenetico e distratto.

La poesia, infatti, ha tempi di lettura decisamente più ridotti di un romanzo o di un qualsiasi testo in prosa. La si può leggere in pochi secondi ma può farci compagnia per giorni, settimane o, se arriva dritta al cuore, per tutta la vita. Alcuni versi ti restano dentro e non vanno più via, e possono avviare lunghe riflessioni su qualsiasi aspetto della nostra esistenza. Come sostiene il poeta Davide Rondoni, più volte ospite a L’Aquila, “la poesia mette a fuoco la vita” e, in un tempo in cui si fa fatica a trovare il senso delle cose, la poesia può divenire un’ancora di salvezza dall’oblio e dalla superficialità.

Questa giornata, istituita dall’UNESCO nel 1999, ha l’obiettivo di promuovere la lettura, la scrittura e l’insegnamento della poesia in diversi ambiti, dalla scuola ai reading poetici. Ma la poesia non abita solo quei contesti in cui siamo abituati a concepirla. Possiamo ritrovarla in molte forme d’arte come il teatro, la musica – basti pensare a cantautori d’eccellenza i cui testi sono delle vere e proprie poesie-, la pittura e il cinema. Molte sceneggiature si condiscono di versi celebri o ne creano ex novo, ed è questo che spesso le rende così memorabili. Inoltre, con l’avvento dei social, c’è stata una vera riscoperta del panorama letterario e, soprattutto, poetico, data la brevitas di questa forma d’arte. Sono tante le pagine social dedicate alla poesia: le citazioni poetiche, infatti, sono facilmente fruibili e ricondivisibili nelle “stories” tanto amate dalle giovani generazioni. E forse potrebbero esse un input per avvicinare tanti ragazzi al mondo della poesia.

Si pensa sempre al poeta come ad una figura superata, noiosa, “morta”. Ma la verità è che la poesia non è affatto morta. È viva, e gode di ottima salute! Ce lo dimostrano i tanti giovani poeti attivi ai nostri giorni, e i ragazzi che ogni giorno partecipano ai reading e si cimentano nella scrittura.

L’Aquila, dichiarata il 21 marzo 2012 “città centrale della poesia” dal Presidente italiano dell’UNESCO, da sempre patria di grandi poeti, vanta una rosa di importanti nomi, da Ignazio Silone, originario di Pescina, a Nicola Moscardelli, Romolo Liberale, Pascal D’angelo, Ernesto Giammarco, fino ai nostri giorni con gli emergenti Ilaria Santilli, Patrizia Tocci, Roberto Biondi. Quest’ultimo, proprio a sostegno della vitalità della poesia, si occupa da qualche anno, in collaborazione con Marco Rotilio, dell’organizzazione dell’Atelier delle Arti, uno spazio dedicato al mondo poetico in cui per tre giorni si alternano letture, confronti e appuntamenti con autori, attori e registi. L’idea nasce da un progetto del sopracitato poeta forlivese Davide Rondoni e si propone di rimettere al centro la poesia come strumento per indagare la vita.

C’è da chiedersi allora quale ruolo può avere la poesia nella vita di tutti i giorni. E la risposta la troviamo nella data scelta per festeggiare questa ricorrenza: il 21 marzo, giorno in cui ricade l’inizio della primavera e dell’apertura alla vita. È così che la poesia viene celebrata nel suo ruolo salvifico e di rinascita, come qualcosa che può portare nuova linfa e nuove intuizioni alla nostra esistenza.

Ne è testimonianza “La parola che ricostruisce. Poeti italiani per L’Aquila” a cura di Anna Maria Giancarli. Un testo uscito nel 2010 con l’idea di ricostruire con ricordi e speranze una città lasciata a terra dal terremoto del 2009.

Sono diverse le iniziative in Abruzzo e in tutta Italia che in questi giorni puntano l’obiettivo sull’universo poetico. L’Università degli studi dell’Aquila e le associazioni Donne TerreMutate e Donatella Tellini/Biblioteca delle donne hanno organizzato un convegno per far scoprire i Landai, una forma di poesia breve, popolare e antica, nata in Afghanistan, e spesso usata per essere pungente proprio come “il morso di un serpente”, come indica il significato letterale del termine.

A Chieti Scalo, invece, domenica 17 marzo si è tenuto un appuntamento sulla poesia dialettale d’Abruzzo, perché si sa, il dialetto, che conserva al suo interno la storia e la cultura di un popolo, arriva prima alla pancia delle persone, richiamando qualcosa di arcaico e viscerale che fa scattare prima le emozioni. A Francavilla al mare si terrà la Terza Edizione del Premio di poesia dialettale abruzzese “Nadia De Medio” al quale è possibile partecipare con una poesia dialettale inviandola entro il 25 maggio.

Ma la sorpresa più bella quest’anno ci è stata fatta dalla Treccani che, in occasione della Giornata mondiale della poesia, ha inserito tra i grandi poeti del Mediterraneo Tesfalidet Tesfom, un migrante eritreo, morto nel 2018 a Pozzallo dopo uno sbarco. Tesfom aveva solo 22 anni e nel suo portafogli sono state ritrovate le poesie scritte durante la prigionia in Libia. Acqua e sale si mescolano nei suoi scritti ad una storia di sofferenza e di riscatto.

Tra gli appuntamenti aquilani più attesi, venerdì 17 marzo alle ore 17 nella Chiesa di Cristo Re ci sarà la Via Crucis dei poeti 2024 dove la passione di Cristo verrà raccontata da meditazioni poetiche di diversi autori.

Sembra, dunque, che la poesia condisca la nostra vita più di quanto ce ne rendiamo conto. In fondo, tutti abbiamo poesia dentro di noi, ma riesce a tirarla fuori solo chi è disposto a mettersi in ascolto con se stesso, a scavare dentro di sé per restituire al mondo uno sguardo nuovo. È un percorso doloroso, ma che può fare solo chi ama. Del resto, come sosteneva Federico Garcia Lorca, “la poesia non cerca seguaci, cerca amanti”.


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