di Maria Cattini – L’unica nota degna di merito del fitto week end appena passato vede protagonista l’inarrestabile on. Stefania Pezzopane che, a sorpresa, invece che da una trasmissione della D’Urso, per una domenica ha deciso di dare segnali di vita dalla Leopolda di Firenze, la kermesse che, per molti commentatori politici, è servita a gettare le fondamenta per il nuovo movimento di Renzi. Accoglienza più calda quindi per la Pezzopane alla Leopolda, dove la McLaren di “Ritorno al Futuro” diventa simbolo ideale di una generazione politica che si ostina a credersi buona per tutte le stagioni, pronta a saltare a suo piacimento tra passato, presente e futuro, con l’ambizione di poter aggiustare i tanti disastri commessi nel corso del tempo. E soprattuto il simbolo di una generazione abbastanza vecchia da riconoscersi in un film di più di 30 anni fa, esaltandolo come se fosse l’ultimo successo di Netflix.
“Meglio di ogni aspettativa – scrive la Pezzopane sulla sua pagina Facebook commentando la sua presenza alla Leopolda -. Felice che non si sia perso tutto e che vi sia una gran voglia di rialzare la testa. Qui, in religioso silenzio, migliaia di persone ascoltano e poi applaudono un professore prezioso come pochi, Pier Carlo Padoan”.
Peccato però che la DeLorean della Leopolda sia farlocca quanto le promesse di Renzi e per ora il passato non sia cambiato di una virgola. Un passato troppo recente per essere dimenticato e che appare ancora tale e quale a quello che ha portato il Pd in Abruzzo al 13%, il suo minimo storico. Riusciranno quindi “un professore prezioso come pochi” e soprattutto lei, la sempiterna pasionaria dei precari, Stefania Pezzopane, a saltare sulla DeLorean e compiere il miracolo di aggiustare gli errori passati e cambiare definitivamente il corso del futuro? Se state leggendo ancora questo articolo, la risposta è no.
Ed infatti si era molto malignato dell’assenza della Pezzopane alla convention di Zingaretti della scorsa settimana a Roma, dove Giovanni Lolli, anche solo in veste di vicino di casa, si era mostrato pubblicamente senza imbarazzi. Sembrerebbe, a detta dei maligni, che Zingaretti abbia valutato l’immagine della Pezzopane, da oltre trent’anni sugli scudi del centro sinistra abruzzese, come una figura dell’ancien regime, se non proprio logora per chi ambisce a rappresentare un nuovo corso politico. Quindi, meglio tenerla lontana per un po’, tanto eventualmente c’era Lolli a tenere simbolicamente occupati i posti anche per lei. Non si sa mai.

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