La Perdonanza non è finita: aperta la Porta Santa all’eremo di Santo Spirito a Majella a Roccamorice

di Fausto D'Addario | 31 Agosto 2023 @ 05:25 | PERDONANZA
Roccamorice
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La Perdonanza non è finita: anche se con la messa di chiusura è calato il sipario sulla 729° edizione della Perdonanza Celestiniana a L’Aquila, un’altra porta si è aperta. È la Porta Santa dell’eremo di Santo Spirito a Majella di Roccamorice, incastonato nella roccia, uno dei luoghi più spettacolari d’Abruzzo, dove l’architettura entra in armonia con la natura e con i valori ascetici degli eremiti che qui vivevano e che ancora riesce a evocare. L’eremo, elevato a Badia, ottenne da Papa Benedetto XIV nel 1742 la facoltà di celebrare il rito del Perdono, ancora oggi vigente, il 29 agosto, nel giorno della festa del martirio di San Giovanni Battista. Perché proprio tale data? Nella biografia di Pietro del Morrone, in questo giorno accadde qualcosa di importante: era il 29 agosto del 1248 e fra Pietro, durante la celebrazione di una messa, ebbe la visione dell’evangelista Giovanni, attorniato dalla schiera degli angeli, che gli svelava la sacralità di quel luogo. Così, diventato pontefice e mai dimenticando quell’episodio, Celestino V concesse la remissione delle pene e delle colpe dei peccati a quanti visitavano Santo Spirito a Majella ogni anno, dal 29 agosto alla prima domenica di ottobre. Fino a non troppi decenni fa erano tante le compagnie di pellegrini che giungevano all’eremo di Santo Spirito risalendo la valle o valicando la montagna; ad oggi c’è ancora una buona partecipazione di devoti.

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L’eremo era tra quelli più amati da fra Pietro. Oggi gli spazi sono molto più larghi che all’origine: un discutibile restauro ha ampliato le stanze e i passaggi, modificando e in parte distruggendo quell’atmosfera unica, dovuta alle piccole celle degli eremiti che si aprivano lungo la penombra di uno stretto corridoio. Qui Pietro del Morrone aveva fondato il suo Ordine monastico e qui si era radicato nella sua spiritualità, facendo esperienza di quel perdono e di quella misericordia che poi avrebbe irradiato a L’Aquila e alla chiesa tutta. Ancora oggi Santo Spirito a Majella mantiene intatta l’austera essenzialità degli eremi celestiniani: non a caso qui è vissuto per anni, prima di andare sul Morrone, dove sarà raggiunto dalla bolla di nomina papale.

La sera del 29 agosto Mons. Orlando Antonini ha celebrato una messa presso l’eremo e ha aperto la Porta Santa dell’edificio sacro. “È proprio tra gli umili, come Giovanni Battista e Pietro da Morrone, che Dio sceglie i suoi ambasciatori, i suoi portavoce, mettendoli davanti ai grandi e ai superbi di questo mondo”, ha detto nell’omelia mons. Antonini tracciando un parallelo fra le due figure, entrambe al servizio della parola di verità. “Varchiamo oggi la Porta santa – noi l’abbiamo fatto ieri a Collemaggio – di questo luogo, che fu prima sede dell’Ordine Celestino; varchiamola in piena fiducia. Porta di Dio, che non è altri che Gesù: io sono la porta, se uno entra attraverso di me, sarà salvo”. Ricevere il perdono significa ricaricarsi spiritualmente, per portare il proprio perdono agli altri: “Dio non si stanca mai di perdonare, ripete papa Francesco, perché ha già perdonato in anticipo. È a nostra disposizione, sempre, se ne vogliamo usufruire”. La domanda cruciale che rivolta a tutti noi è: “Vuoi guarire? Lo vuoi veramente? Se non c’è pentimento, siamo noi a impedire che il perdono di Dio ci raggiunga”. Gesù dice che il suo giogo è soave: “Se uno vuol bene ad una persona, cercherà di evitare tutto ciò che è quella persona dispiace e cercherà di fare tutto quanto sa che quella persona gradisce, ricorda papa Francesco”.

Tra le attività previste nel mese di settembre segnaliamo: domenica 3 settembre alle ore 17:00 l’incontro con Costanza Miriano, nota giornalista e scrittrice cattolica. La giornata di domenica 10 settembre sarà dedicata ad approfondire il binomio turismo e bellezza, in una serie di incontri a partire dalle 16 alle 21.30. Domenica 17 settembre Mons. Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto, terrà alle ore 17:00 una lectio magistralis dal titolo: “Perdono … dono senza fine”, cui seguirà la celebrazione eucaristica da lui presieduta. Domenica 24 settembre alle 18:30 si potrà assistere alla presentazione del volume uscito quest’anno di Adolfo Morizio, “Codice Diplomatico Celestino 1249-1320”, a cura del Centro di Studi internazionali Giuseppe Ermini. Il giorno successivo, lunedì 25 settembre, alle 19:00 è previsto l’arrivo presso l’eremo della reliquia del Cuore Incorrotto di San Pietro Celestino, custodita normalmente a Ferentino (Frosinone), che sarà esposta per la venerazione dei fedeli. Sabato 30 settembre nel borgo di Roccamorice nella Chiesa del Barone si terrà la conferenza “Pietro del Morrone, dall’eremo alla santità. Una storia emblematica” con il prof. Alfonso Marini, già intervenuto al Convegno storico e pastorale tenutosi all’Aquila il 25 agosto. A seguire, alle 21.30, “Il canto dell’allodola”, lettura tratta dalle “Memorie artistiche istoriche della Badia di S. Spirito sul monte Maiella” di Vincenzo Zecca. Domenica 1° ottobre alle 17.30 Mons. Bruno Forte chiuderà la festa del Perdono con una solenne Celebrazione Eucaristica.

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