La Perdonanza celestiniana,  un dono di Dio e una grazia straordinaria offerta nella Chiesa

Il messaggio del Cardinale Petrocchi, in attesa del fuoco del perdono

di don Daniele Pinton | 23 Agosto 2021 @ 06:10 | CREDERE OGGI
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Mancano poche ore all’arrivo del fuoco del Morrone sul Piazzale di Collemaggio, dove avrà luogo l’accensione del Tripode della Pace da parte del presidente del Comitato Perdonanza, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, con il quale verrà solennemente aperta la 727a Perdonanza Celestiniana,  e il Cardinale Arcivescovo Giuseppe Petrocchi, ha rivolto un messaggio che precede quello con il quale questa sera si rivolgerà alla Città di L’Aquila e a tutti i pellegrini che tra il 28 e il 29 agosto, passeranno la Porta Santa di Collemaggio, per ottenere l’indulgenza plenaria.

La 727a Perdonanza Celestiniana, assume un significato particolare, infatti dopo l’annuncio del Cardinale Petrocchi dell’invito da lui rivolto a Papa Francesco, di aprire nel 2022 la Porta Santa di Collemaggio, può essere non solo un ‘banco di prova’ per un momento desiderato da più di quarant’anni dai cittadini aquilani, cioè quello di avere il Papa a Collemaggio per il Giubileo di Celestino, ma anche il ripetersi di un percorso storico: il Giubileo di Celestino che anticipa quello di Bonifacio.

Infatti, nel 2022, entreremo nel triennio di preparazione al grande Giubileo Romano del 2025, e come per il Giubileo della Misericordia, con il quale papa Francesco aprì, prima tra tutte, non la Porta Santa di S. Pietro, ma quella di Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana – dilaniata dalla guerra, carestia e povertà, ma anch’essa ‘città celestiniana’, per la presenza delle monache celestine di S. Basilio, eredi spirituali di papa Celestino V, con un orfanotrofio e piccolo ospedale pediatrico – nel tempo di grazia con il quale la Chiesa universale si preparerà con un Sinodo universale di tutte le Chiese, il gesto di Collemaggio, in un’altra periferia esistenziale del ministero apostolico del Papa, cioè quella dei terremotati, potrebbe essere un nuovo ‘segno forte’, di un pontificato che ha scelto di rivolgere la sua attenzione agli ultimi e ai sofferenti, per donare loro il volto di Cristo, misericordioso e amorevole.

E, nel suo messaggio, del quale la nostra testata giornalistica, è onorata di farsi da tramite, nella giornata odierna, il cardinale Arcivescovo, non solo sottolinea come ‘la Perdonanza sia un dono di Dio, una grazia straordinaria che ci viene offerta nella Chiesa, un’opportunità di conversione, ma anche un tempo per fare scelte forti secondo la volontà di Dio’.

Ascoltando questo messaggio, potremo comprendere il vero significato della Perdonanza celestiniana, per prepararci al dono della Presenza di papa Francesco, per confermare nella fede il dono del perdono, fatto alla Città di L’Aquila e al mondo.


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