La parrocchia di S. Mario alla Torretta in prima linea contro la ludopatia

di don Daniele Pinton | 11 Marzo 2021 @ 11:13 | CREDERE OGGI
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La parrocchia di S. Mario alla Torretta, in prima linea nel supporto alle persone affette da ludopatia, con la ASL di Avezzano, Sulmona e L’Aquila e con il supporto della cooperativa sociale ADeAli, che metterà a disposizione gratuitamente una psicologa esperta nel campo di questa specifica patologia.

Il parroco, Don Giulio Signora, si è messo a disposizione con i volontari Caritas della sua parrocchia, tenuto conto dell’aggravarsi di questa patologia nel territorio aquilano, soprattutto a causa delle restrizioni per il Covid-19, che tra le varie problematiche, fanno oggi emergere un aumento di persone che nel gioco d’azzardo e nelle scommesse, cercano di trovare una risposta alle loro criticità relazionali e familiari.

Nello ‘sportello’ contro la ludopatia, attivato dal 2 marzo 2021 presso i locali parrocchiali di San Mario nel quartiere Torretta di L’Aquila (ingresso da via dei Ciocca), aperto ogni martedì dalle ore 17,30 alle 19,30, sarà possibile ricevere gratuitamente aiuto e informazioni rispetto a eventuali problemi legati al gioco per sé o per i propri familiari.

Questa attività, finanziata grazie ai fondi del piano regionale gioco d’azzardo patologico – GAP – (delibera del direttore generale n°1149 del 10.08.2020), prevede la presenza di una psicologa, messa a disposizione dalla cooperativa sociale IDeAli, formata appositamente per queste problematiche e patologie, che sarà disponibile per rispondere alle domande e a dare supporto, nel massimo rispetto della riservatezza, della privacy e a tutte le attuali norme di prevenzione anti-covid-19.

Per facilitare l’aiuto alle persone affette da questa patologia, inoltre, è stato creato il Numero Verde gratuito 800318797, che sarà attivo tutti i giorni dalle 11,00 alle 13,00 e dalle 18,00 alle 20,00. 

Il Ministero della Salute, nel suo portale afferma che

per ludopatia (o gioco d’azzardo patologico) si intende l’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse, nonostante l’individuo che ne è affetto sia consapevole che questo possa portare a gravi conseguenze. Per continuare a dedicarsi al gioco d’azzardo e alle scommesse, chi è affetto da ludopatia trascura lo studio o il lavoro e può arrivare a commettere furti o frodi. Questa patologia condivide alcuni tratti del disturbo ossessivo compulsivo, ma rappresenta un’entità a sé. È una condizione molto seria che può arrivare a distruggere la vita. Durante i periodi di stress o depressione, l’urgenza di dedicarsi al gioco d’azzardo per le persone che ne sono affette può diventare completamente incontrollabile, esponendoli a gravi conseguenze, personali e sociali. La ludopatia può portare a rovesci finanziari, alla compromissione dei rapporti e al divorzio, alla perdita del lavoro, allo sviluppo di dipendenza da droghe o da alcol fino al suicidio. Di recente, il DDL 13/9/2012 n. 158 (art. 5), ha inserito la ludopatia nei livelli essenziali di assistenza (Lea), con riferimento alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da questa patologia. Le cause di questo disturbo non sono note ma potrebbero consistere in un insieme di fattori genetici e ambientali. Tra i maschi in genere il disturbo inizia negli anni dell’adolescenza, mentre nelle donne inizia all’età di 20-40 anni.

 


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