La pandemia ha aggravato la condizione delle donne: Fina torna sul fenomeno molto radicato e peggiorato nella società italiana

di Redazione | 22 Giugno 2020 @ 11:14 | POLITICA
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L’AQUILA – Nell’anniversario dell’elezione della prima presidente della Camera, Nilde Iotti, il dodicesimo appuntamento di #brevicennisulluniverso ha visto Michele Fina ospitare Valeria Valente, senatrice e presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, per un incontro a tema su femminismo, pregiudizi e tabù nella società odierna. L’incontro, come al solito ricco di spunti di riflessione e momenti di confronto, è stato utile anche per discutere e analizzare il testo “Invisibili. Come il nostro mondo ignora le donne in ogni campo. Dati alla mano” di Caroline Criado Perez.

“E’ un’opera essenziale e ricca di informazioni, dati e numeri. Potrei definirlo anche un libro di servizio, capace di racchiudere fatti da conoscere e che, proprio per questo, consiglio davvero di leggere per basare le proprie opinioni sui fatti”, ha dichiarato Fina.

“Mancano colpevolmente dati per comprendere la differenza di genere, e queste pagine ce lo ricordano. Di più: il nostro futuro, sempre più governato da algoritmi, può influenzare in modo parziale ed iniquo ogni aspetto, a partire dalla scelta nelle selezioni professionali, perché i criteri matematici, non essendo neutri in quanto basati su dati parziali, non sono corretti e reiterano la stessa iniquità come un circolo vizioso. Ci sono poi il gigantesco tema del lavoro non retribuito (gestione della casa, dei figli, degli anziani non autosufficienti) che grava sulle donne tre volte più che sugli uomini, le città e i servizi pubblici a misura degli uomini ma non delle donne, i dispositivi di sicurezza e i prodotti sanitari testati sui corpi degli uomini, il lavoro e le carriere rese più difficili o impossibili per le donne e infine le molestie e le violenze. Questa emergenza ha reso tutto più grave ed evidente, a partire dalle violenze domestiche”.

“Sarebbe un libro utilissimo in mano a tanti uomini che dicono che la discriminazione femminile non esiste”, ha affermato Valente. “Questo testo racconta come nei fatti, al di là di forme, apparenze e circostanze, stereotipi e pregiudizi che vanno avanti da tempo sono ancora ben lontani dall’essere lasciati alle spalle. E’ un percorso complesso che, al netto delle tante iniziative e dei progressi che negli anni sono stati fatti, richiede ancora nuove forme di approccio e sviluppo alle suddette tematiche”.

E’ possibile seguire l’intervista integrale sulla pagina Facebook di Michele Fina.


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