La mitigazione del cambiamento climatico all’Aquila

di Alessio Ludovici | 29 Giugno 2022 @ 06:00 | AMBIENTE
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L’AQUILA – Giornata di roventi temperature e roventi polemiche ieri all’Aquila per il taglio di alcune alberature in centro storico. Il settore Transizione ecologica e Protezione Civile del Comune dell’Aquila ha chiarito poi nel pomeriggio che l’intervento si è reso necessario a causa di carie interne dovute ad attacchi fungini e, soprattutto, al fine di scongiurare rischi di crollo improvviso dei rami. L’intervento, in tree climbing, era stato affidato giorni fa, in via urgente. Si tratta di sei esemplari di Robinia pseudoacacia e un Cupressus arizonica sottoposti a valutazione preventiva di stabilità  e localizzati lungo la scalinata di San Bernardino. Un intervento dovuto, quindi, che però deve far interrogare sul modo di gestire il nostro grande patrimonio arboreo urbano.
 
Non è la prima né sarà l’ultima polemica sui tagli. Il nostro è un patrimonio vetusto e straordinariamente bello ma che allo stesso modo, per dimensioni ed età, ha bisogno di una gestione che non può essere demandata solo all’urgenza. Il rischio è ritrovarsi nel giro di pochi anni con questo patrimonio arboreo cancellato e sostituito con una città di piantine da vivaio. Solo negli ultimi mesi la vegetazione ripariale del Vetoio su via Mulino di Pile è pressoché scomparsa, tagliata non si sa da chi, sembrerebbe in seguito alla caduta di un albero sulla strada, come quella sulla sorgente del piazzale dell’Italtel, dove sono stati capitozzati o tagliati gli alberi dentro il letto del torrente. L’Anas ha ripreso il discusso intervento di taglio che va dalla zona dell’ospedale fino ad Arischia. Alcuni esempi recenti che rischiano di vanificare qualsiasi intervento di difesa dai cambiamenti climatici.
 
Il Comune dell’Aquila l’anno passato stava procedendo alla realizzazione di un censimento delle alberature cittadine, un utile quadro conoscitivo di cui ancora non si sa nulla.
 
Allo stesso tempo potrebbe essere utile l’elaborazione di un vero e proprio Piano del verde, sullo scorta di quanto avviene in altre città, per programmare gli interventi nel tempo senza compromettere il bilancio complessivo del verde cittadino. Il rischio di avere una città di piantine è concreto, peraltro anch’esse di difficile gestione per il bisogno di cure e attenzioni molto più alto che in un esemplare adulto. 
 
Non si può rimanere indifferenti a quello che succede al clima che è sotto gli occhi di tutti, come sotto gli occhi di tutti sono gli effetti su troppe zone della città, strade, parcheggi e aree urbane che si trasformano in vere e proprie canicole. 
Il Comune dell’Aquila recentemente ha predisposto una serie di azioni per la mitigazione degli effetti del riscaldamento globale, dalla sperimentazione di microforeste urbane, una dovrebbe nascere a Pile per un totale di 800 alberi e 17mila mq di intervento, alla realizzazione di due rain  Garden, giardini della pioggia, a Pile e in via Amiternum che servono a filtrare l’acqua piovana per l’irrigazione di aree verde, e infine la realizzazione di una Water Square una piazza d’acqua a Campo Imperatore, per lo stoccaggio di acqua piovana. Novità interessanti e utili che devono essere il presupposto per la creazione di una vera città verde e sostenibile. 

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