La minoranza alza la voce: si torni subito a Consiglio e Commissioni in presenza

di Redazione | 12 Giugno 2020 @ 16:25 | POLITICA
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L’AQUILA – “Con la nostra presenza in aula, oggi siamo tornati a chiedere di riprendere le sedute del Consiglio comunale e delle Commissioni ‘in presenza’ in via ordinaria, mantenendo comunque la possibilità di partecipare ai lavori attraverso la piattaforma telematica per motivazioni personali”.

Così i capigruppo di minoranza nell’assise civica dell’Aquila Carla Cimoroni, Giustino Masciocco, Stefano Palumbo, Paolo Romano ed Elia Serpetti.

“È evidente infatti come finora il ricorso alla tecnologia, in assenza di modalità e regolamenti condivisi, abbia finito più per limitare che non per favorire la partecipazione e il confronto”, hanno detto oggi presenziando nella sede di Villa Gioia.

“E se è stato inevitabile nella prima fase dell’emergenza un atteggiamento estremamente prudenziale, crediamo che il Consiglio debba prendersi ormai la responsabilità di tornare a riunirsi in aula. Molti Comuni lo hanno già fatto, il prefetto dell’Aquila lo ha autorizzato da tempo, tutti i lavoratori stanno riprendendo le proprie attività, il Comune dell’Aquila invece è ancora fermo alla fase 1!”.

“Il presidente Tinari si è impegnato dal 1° luglio a convocare il Consiglio in presenza richiedendo l’utilizzo della sala ipogea dell’Emiciclo, come sollecitiamo da tempo. Intanto lunedì ci sarà una conferenza dei capigruppo con il responsabile della sicurezza del Comune Maurizio Ardingo per verificare le condizioni di utilizzo degli spazi comunali”.

“Confidiamo che tutti i gruppi contribuiranno a una soluzione in questo senso, è una questione di responsabilità nei confronti delle cittadine e dei cittadini che siamo chiamati a rappresentare”, proseguono i capigruppo.

“Chiediamo anche che, qualora non fosse possibile consentire l’accesso di altre persone in aula, non solo il Consiglio ma anche le Commissioni siano trasmesse in diretta in modo da renderle nuovamente pubbliche per la popolazione e la stampa”.

“Non si tratta solo di ‘tornare alla normalità’ ma di riprendere a garantire il confronto democratico e la conoscenza di quanto avviene nella casa comunale”, concludono.


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