“La mascherina era obbligatoria”. Il ricorso del rapinatore per ottenere una pena inferiore

di Alessio Ludovici | 24 Gennaio 2022 @ 06:15 | LA LEGGE E LA DIFESA
autovelox
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Degno di una legal drama televisivo un caso arrivato in Cassazione. La Suprema Corte ha infatti respinto il ricorso di un rapinatore che era stato condannato in primo e secondo grado. Come noto, il reato di rapina è aggravato se compiuto indossando la mascherina. 

Di qui il colpo di genio, o presunto tale, del rapinatore e dei suoi legali che hanno contro le circostante aggravanti hanno opposto come motivazione l’obbligatorietà della mascherina dovuta all’emergenza Covid. 

La Cassazione non si è fatta intenerire però e la Seconda Sezione Penale della Corte con la sentenza depositata in data 17 gennaio 2022 ha affermato che “Quanto alla possibilità di ipotizzare l’aggravante del travisamento del volto in relazione all’obbligo di indossare la mascherina in conseguenza della emergenza pandemica, deve rilevarsi che il travisamento medesimo risulta essere stato materialmente collegato alla commissione del delitto e comunque idoneo a rendere difficoltoso il riconoscimento dell’autore del fatto (Sez. 2, Sentenza n. 56937 del 20/11/2017 Rv. 271667 – 01). La presenza di un evidente nesso di necessaria occasionalità con il fatto illecito contestato esclude la possibilità di ritenere tale condotta alla stregua di mero adempimento del dovere. (…)”.

L’atto di indossare non può essere ritenuto come un adempimento del dovere. E’ un atto strettamente connesso al comportamento delittuoso e non certo un esempio di responsabilità del rapinatore, magari tale da chiedere una circostanza attenuante.


Print Friendly and PDF

TAGS