La maldicenza online, quando costituisce un illecito o reato

di Redazione | 26 Maggio 2021, @06:05 | LA LEGGE E LA DIFESA
Print Friendly and PDF

C’è da preoccuparsi di commettere un illecito o un reato quando mandiamo dei messaggi online? Le piattaforme di comunicazione, come whatsapp del resto sono un potente veicolo di pettegolezzo, un amplificatore del classico passaparola. 

Sul settimanale Gente l’avv. Guido Scorza, componente del Garante per la protezione dei dati personali, ha provato a fare un punto e il suo commento è stato poi ripreso anche dal sito istituzionale dell’Autorità.

Email. I messaggi di posta elettronica, spiega Scorza – così come i messaggi scambiati in contesti privati sui social, costituiscono corrispondenza, essa tutelata dalle norme del codice penale. La condotta punita è quella di prendere cognizione o sottrarre, distrarre, distruggere o sopprimere una corrispondenza non diretta all’agente della condotta. La pena è maggiore se si divulga a terzi. 

WhatsApp. L’avvocato Scorza ricorda che non rientra nell’ambito di applicazione del Regolamento UE 2016/679 il trattamento effettuato da una persona fisica per l’esercizio di attività personale e domestica. In pratica i messaggi diretti a persone determinate, nell’ambito della propria vita di relazione non fa venir meno il carattere domestico e personale. Ma se si invia lo stesso messaggio a un gruppo in cui ci sono persone che non si conoscono, si potrebbe invece incorrere in un illecito, con eventuale diritto al risarcimento. Ovviamente ciò vale solo nel caso in l’agente riceve direttamente il messaggio, viceversa si rischia di ritrovarsi nell’ambito di applicazione del codice penale.

 


Print Friendly and PDF

TAGS