La lettera dell’ANCE a Marsilio su Carta degli aiuti di Stato

di Redazione | 17 Maggio 2022 @ 10:07 | ATTUALITA'
Carta degli
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Di seguito la lettera aperta dell’ANCE al Presidente della Regione Abruzzo On. Marco Marsilio ed all’Assessore Guido Q. Liris su Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale 2022 – 2027

“Egregi, con la Vs. Delibera 696 del 3 novembre 2021 risulta approvata la Carta degli Aiuti di Stato a finalità regionale per il periodo 2022-2027. Il provvedimento, come noto, prevede l’individuazione di aree territoriali contigue, che riceveranno, nel periodo temporale di validità, benefici mirati a favorire lo sviluppo economico del territorio. Accogliamo con interesse che, rispetto alla precedente “Carta degli Aiuti di Stato 2014- 2021, il tasso di copertura della popolazione residente si è quasi triplicata, passando da poco più di 252,5mila a oltre 720mila abitanti. Risulta ottenuto, inoltre, un plafond più ampio, che consentirà di estendere le misure economiche su una fascia maggiore di territorio regionale. Rileviamo, al contempo, la preoccupazione espressa da quelle imprese che non potranno beneficiare di aiuti economici, in percentuale superiore a quanto previsto dalla normativa europea, in quanto non ricadenti nel perimetro individuato dalla Carta. Come noto, però, si tratta, per lo più, di imprese localizzate in aree interne, comprese nel Cratere 2009 e nel Cratere 2016, dove arriveranno altri tipi di incentivi a partire da quelli del PNRR, oltre i fondi della ricostruzione tout court. Auspichiamo, pertanto, la massima attenzione da parte della Regione sul tema, e riteniamo opportuno, al contempo, ampliare la riflessione sulle attuali tipologie di sostegno e di finanziamento che interessano il territorio regionale, a vario titolo, perché solo da una visione più complessiva è possibile indirizzare il confronto, anche per individuare eventuali correttivi, a partire dall’adeguamento urgente dei massimali dei costi parametrici nel Cratere 2009, per non far ristagnare la ricostruzione nella città di L’Aquila e consentire l’avvio dei cantieri nelle zone periferiche e nei comuni di riferimento. La mera comparazione tra risorse destinate alle imprese, però, non risulta agevole, per la diversità ed eterogeneità dei fondi destinati nel tempo, pertanto, è nostro interesse valorizzare al massimo le attuali fonti di finanziamento, per mettere tutte le imprese in condizioni di accedervi, evitare disimpegni e rimettere in moto l’economia e l’occupazione. pag. 2 Sul PNRR, in particolare, riponiamo grandi attese ma, con la concretezza che contraddistingue la nostra categoria, abbiamo rilevato un deficit di risorse di almeno il 30% tanto che le prime gare stanno andando diserte! Ci domandiamo, pertanto, se si faranno meno opere? oppure non si completeranno quelle avviate? Dovremmo forse mettere sul piatto della bilancia il PNRR e la Carta degli Aiuti di Stato per verificare quali risorse sono più facilmente spendibili per aumentare, di conseguenza, il rispettivo plafond? Per quanto riguarda il PNRR, abbiamo già avviato un’indagine presso gli enti territoriali per capire lo stato della progettazione delle opere pubbliche finanziate e se tali progetti scontino gli effetti della forte impennata dei prezzi delle materie prime, in modo da evidenziare al Governo le criticità che emergeranno, trovare, per tempo, le soluzioni più opportune ed evitare di perdere un’occasione così importante per lo sviluppo del territorio. In prima battuta, rileviamo una quasi totale mancanza di risposta da parte degli enti territoriali, questo dato già ci allarma perché potrebbe essere indice della mancanza di attività progettuale in corso. Dai pochi riscontri, emerge, inoltre che il costo dei progetti candidati è stato stimato sulla basi di schede parametriche e senza gli aggiornamenti dei prezzi registrati negli ultimi dodici mesi. A nostro avviso, pertanto, è determinante, soprattutto in questa delicata fase di ripresa, lavorare per migliorare il contesto e confrontarsi con i decisori e con tutti i portatori di interesse, perché il PNRR ha una scadenza temporale ravvicinata e comporta indebitamento. Dobbiamo essere pragmatici, non alimentare il libro dei sogni e fare i conti con la dura realtà, perché già si parla di economia di guerra. Per le imprese, che devono programmare gli investimenti, producono più danni le false attese che gli scenari duri, ma realistici. Rinnoviamo, pertanto, la nostra massima disponibilità a collaborare ed esortiamo, al contempo, la Regione a farsi parte attiva e di sprono verso le istituzioni e gli enti territoriali, nell’interesse di tutto il nostro tessuto produttivo regionale, a beneficio dell’economia, dell’occupazione e della qualità della vita.”


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