La genealogia episcopale di mons. Antonio D’Angelo

di don Daniele Pinton | 08 Settembre 2021 @ 06:00 | ATTUALITA'
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Domenica 12 settembre 2021, mons. Antonio D’Angelo, riceverà l’ordinazione episcopale per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del Cardinale Giuseppe Petrocchi, e questo aspetto, legherà i due vescovi in modo singolare, infatti, da quel momento, la loro successione apostolica, e quindi la genealogia episcopale coinciderà.

Attraverso la successione apostolica, che unisce i vescovi di ogni tempo e di ogni luogo con la primitiva comunità cristiana di Gerusalemme e con il suo fondatore Gesù, si trasmette il depositum fidei. Nella teologia delle Chiese cattolicaortodossa e armena, la successione apostolica è la “discendenza” dei vescovi dagli Apostoli attraverso la genealogia episcopale. La successione apostolica consiste in uno degli attributi della Chiesa cristiana: l'”Apostolicità”, stabilita al Concilio di Costantinopoli I (381) e proclamata nel Simbolo niceno-costantinopolitano, detto “il Credo”,

Oltre all’Ordinazione Episcopale di mons. Antonio D’Angelo, nella Chiesa aquilana, negli ultimi cento anni, hanno avuto luogo solo due ordinazioni episcopali, pur essendo ben quattro i vescovi nativi dell’Arcidiocesi: il card. Corrado Bafile, mons. Vittorio Ottaviani, Mons. Giuseppe Molinari e mons. Orlando Antonini.

Il 3 febbraio 1963, nella Cattedrale di S. Massimo, mons. Vittorio Ottaviani, aquilano di origine, eletto vescovo di Alatri da Papa San Giovanni XXIII, fu ordinato vescovo dal card. Carlo Confalonieri, già arcivescovo di L’Aquila e in seguito l’8 dicembre del 1989, mons. Giuseppe Molinari, eletto vescovo di Rieti da Papa San Giovanni Paolo II, fu ordinato vescovo da Mons. Mario Peressin, Arcivescovo Metropolita di L’Aquila.

Nella genealogia episcopale di mons. Antonio D’Angelo,  attestata storicamente con l’ordinazione episcopale del ‘capostipite’ card. Scipione Rebiba, avvenuta nel 1551, nell’elenco, troviamo 5 papi, tra cui S. Giovanni Paolo II, 13 cardinali, tra i quali il card. Giuseppe Petrocchi, e 5 vescovi.


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