L’AQUILA – Non è stato il rumore di un corteo a scuotere il centro storico cittadino, ma un silenzio denso, profondo, capace di parlare molto più forte delle urla. In occasione del quarto anniversario dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, la nostra città ha risposto presente all’appello nazionale lanciato dal Network Associazioni per l’Ucraina (NAU), sotto l’alto patrocinio dell’Ambasciata d’Ucraina a Roma.
Un simbolo tinto di giallo e blu, questi i colori dell’Ucraina e il 24 febbraio scorso, la Fontana Luminosa è tornata a essere il cuore della coscienza civile aquilana, illuminandosi simbolicamente con i colori della bandiera Ucraina, il giallo e il blu. Il Comune dell’Aquila ha aderito ufficialmente all’iniziativa nazionale, accogliendo con favore la proposta avanzata dall’Associazione 24 Febbraio Ucraina.
Questa realtà, radicata e attiva sul territorio aquilano, continua a distinguersi per la promozione di iniziative umanitarie, culturali e di sensibilizzazione a stretto contatto con la popolazione colpita dal conflitto. Il ritmo del ricordo i 240 secondi di silenzio allo scoccare delle 19 la mobilitazione ha toccato il suo momento più alto con un gesto semplice e potente: 240 secondi di silenzio assoluto. Quattro minuti, uno per ogni anno di una guerra che continua a ferire l’Europa.
Senza l’ausilio di megafoni o proteste rumorose, i cittadini, (pochi quelli aquilani) presenti hanno acceso le luci dei propri telefoni rivolgendole verso il monumento. Un tributo luminoso nel buio, dedicato alle vittime civili, ai bambini e ai difensori che da quattro anni lottano per la propria terra. Altamente simbolica l’immagine del bambino a cavalcioni dell’uomo adulto di fronte la Fontana Luminosa, che porta subito alla mente che i bambini sono le prime vittime: più di 3.300 quelli uccisi o feriti dall’inizio della guerra in Ucraina (fonte Unicef).
La memoria come responsabilità, per ribadire che la memoria non è un esercizio passivo, ma un dovere collettivo. Fermarsi e riflettere per ricordare, significa scegliere di non abituarsi all’orrore e alle atrocità.
“Perché la memoria è una responsabilità. Perché l’indifferenza non è un’opzione. Perché la libertà riguarda tutti.”
La luce accesa alla Fontana Luminosa resta come un segno indelebile: L’Aquila non resta in silenzio e sceglie, ancora una volta, di stare dalla parte della dignità umana.









