La fioritura nella Solennità del SS. Corpo e Sangue di Cristo

di Don Danilo Priori

di Redazione | 12 Giugno 2020, @11:06 | CREDERE OGGI
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Il Signore, che “…ha nutrito il suo popolo con fior di frumento e lo ha saziato di miele della roccia” (Antifona d’ingresso), pur convocando ogni domenica il credente alla mensa eucaristica, ci chiama in questa giornata a celebrare solennemente con viva fede il mistero del suo Corpo e del Sangue, affinché possiamo sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Siamo consapevoli che il rapporto tra mistero creduto e mistero celebrato ha un legame particolare con la bellezza, in quanto questa “…non è un fattore decorativo dell’azione liturgica; ne è piuttosto elemento costitutivo, in quanto è attributo di Dio stesso e della sua rivelazione” (BENEDETTO XVI, Sacramentum caritatis 35). Facendo tesoro di quanto precede, la nostra fioritura andrà ad onorare innanzitutto l’altare, luogo centrale di ogni celebrazione e mensa eucaristica, e non dimenticheremo certo di fiorire anche il luogo della custodia eucaristica, sempre facendo attenzione a non esagerare, valutando la sua collocazione ed evitando che diventi centrale o più importante rispetto all’altare stesso. Useremo, – in accordo col colore liturgico bianco previsto per questa solennità – fiori bianchi e gialli con eventuali inserimenti di altri materiali vegetali. Spesso si cade nella tentazione di utilizzare spighe di grano e grappoli di uva, o addirittura pani, come se il pane e il vino presentati all’altare per la consacrazione non avessero più la forza e la capacità di essere segno delle specie eucaristiche. Cristo è presente per intero nel pane e nel vino consacrato sull’altare, quindi sarebbe preferibile usare solo le spighe o solo l’uva nella composizione, senza inutili e fuorvianti duplicazioni. Anzi, in questa giornata particolare, sarebbe bello gustare e apprezzare appieno la formula della presentazione dei doni, dove si dice che dalla bontà del Signore riceviamo il pane e il vino quali frutti della terra e del lavoro dell’uomo. I fiori, che per eccellenza esprimono il dono e l’offerta, potrebbero essere armonizzati attraverso le nostre abilità con i frutti, per offrire così una composizione che sia al contempo rinvio all’ordinario e allo stupore, dono di Dio e mano dell’uomo. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di usare in una composizione di fiori bianchi qualche tralcio di vite, il cui colore ben si accosta al candore dei fiori e soprattutto ricorda quella comunione salda tra la vite e i tralci di cui Gesù parla nel Vangelo. 

Anche attraverso la fioritura dei luoghi liturgici, specie in questo periodo particolare in cui ci troviamo ad affrontare e vivere diverse difficoltà nelle nostre celebrazioni, abbiamo modo di riflettere sulla fede della Chiesa quale fede essenzialmente eucaristica, che si alimenta in modo peculiare nella mensa dell’eucaristia (cf BENEDETTO XVI, Sacramentum caritatis, 6).


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