La fioritura liturgica nella solennità dell’Ascensione con la ripresa dalla pandemia

di Don Danilo Priori

di Redazione | 20 Maggio 2020 @ 18:16 | CREDERE OGGI
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La Solennità dell’Ascensione del Signore, domenica 24 maggio 2020, segnerà la ripresa delle celebrazioni eucaristiche domenicali con la presenza del popolo, dopo la chiusura disposta dal Governo italiano per ridurre la diffusione della pandemia per il Covid-19.

In questa festa liturgica, come le celebrazioni del Tempo di Pasqua invitano il fedele a riflettere e meditare con particolare attenzione il suo incontro col Risorto; la Solennità dell’Ascensione del Signore ci permette di rinsaldare la speranza di raggiungere Cristo, nostro capo, nella gloria.

Anche la fioritura dei luoghi liturgici, quando adeguata ai testi biblici ed eucologici utilizzati, contribuisce a farci vivere in pienezza la nostra celebrazione.

Per scegliere il tipo di composizione floreale più adeguata possiamo partire dalla considerazione che non celebriamo certo la separazione dal Cristo, quanto semmai la comunione con Colui che ci precede e attende; andremo dunque a prediligere una composizione floreale slanciata verso l’alto che esprima, in qualche modo, l’anelito dell’uomo verso la patria celeste: fiori di forma allungata, come ad esempio gladioli o rami fioriti, possono disegnare la nostra linea affusolata, collocando invece i fiori di forma tondeggiante, come rose, garofani, gerbere o lilium, nella parte centrale e più bassa della fioritura. Per quanto riguarda il materiale vegetale da usare per completare la struttura, visto l’abbondanza della stagione, possiamo attingere dalle nostre siepi o giardini, raccogliendo foglie di edera, aralia, pittosphoro, tuya, alloro, magari preferendo qualche foglia variegata e striata di bianco, in modo che possa richiamare la tonalità della nostra composizione; anche per il verde seguiamo lo stesso criterio: le forme allungate e con le foglie più piccole disegnano la linea, quelle invece più grandi e tondeggianti andranno a valorizzare i fiori del punto focale posti al centro.

Il colore liturgico per questa solennità è il bianco, da privilegiare soprattutto per gli elementi strutturali di forma allungata, scegliendo eventualmente il giallo – colore che per antonomasia esprime la luce e la gloria – per i fiori di forma tondeggiante e posti nella parte centrale, purché nel complesso venga rispettato il candore della nostra composizione. Possiamo senza dubbio fiorire l’altare, luogo che indica la nostra comunione col Signore, collocando una fioritura ai piedi o al lato della mensa, aggiungendo, in caso, una composizione più piccola collegata con quella principale, quasi a tracciare quel vincolo che unisce l’umanità al Cristo come le membra al suo capo.

Trovandoci nel tempo di Pasqua sarebbe opportuno non dimenticare l’ambone, presso il quale ancora accendiamo il cero Pasquale, ponendo una composizione che onori adeguatamente anche il luogo dell’annuncio. Ad ogni modo la nostra fioritura si lascerà guidare da quella bellezza e nobile semplicità che caratterizza ogni gesto liturgico.


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