di Maria Cattini – L’ex sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ultimamente sembrava immobile come una Panda con le ruote sgonfie, scomparso dai radar della politica locale, soprattutto dopo il disastroso risultato ottenuto alle ultime elezioni politiche. Ma cosa aveva davvero azzerato l’ipertrofica autostima del caro Massimo tanto da renderlo silente come più silente dei Presidenti della Repubblica? Ce lo chiedevamo un po’ tutti e improvvisamente, ieri pomeriggio, è stato lo stesso Cialente a svelare il mistero.

“Mi chiedevo dove fossero finiti tutti! è ridicolo avere 5 mila amici e solo poche decine sono autorizzati a vedere il mio post.” – ha scritto sulla sua pagina FaceBook l’ex Sindaco Cialente. ”Ho ignorato questo post prima ma….FUNZIONA!! – scrive un Cialente mai più sicuro di sé- “Ho un nuovo feed di notizie. Vedo messaggi di persone che non vedo da anni. Ecco come bypassare il sistema di FB che limita i post sul tuo feed di notizie…”.

Seguono dettagliate istruzioni che vi risparmiamo, abituati ormai da anni alle moderne versioni delle catene di Sant’Antonio che girano solo per prendersi gioco dei più semplici dei semplicioni, vittime della sindrome d’abbandono di follower.

“Se stai leggendo questo messaggio,- conclude Cialente totalmente ignaro della presa in giro- fammi un favore e lasciami un breve commento … un “Ciao”, un adesivo, qualunque cosa tu voglia, così apparirai nel mio newsfeed! WOW. FUNZIONA !!…”.

Ecco, se non fosse stato per l’ironica Pagina Facebook “Biondi Rompe i meccanismi”, probabilmente non ci saremmo accorti neanche di questo post che racconta, più di mille aneddoti, da chi siamo stati amministrati nel corso di circa dieci anni, tra i più difficili e impegnativi della storia dell’Aquila.
Deposta la fascia tricolore, Massimo Cialente infatti è tornato, almeno per quanto riguarda la sua presenza sui social network, nell’irrilevanza dalla quale era venuto. E’ solo questo, forse, il motivo per il quale Facebook non propone più ai suoi “amici” i post che, non ottenendo più lo stesso gradimento di quando era sindaco, vengono cinicamente catalogati come “non rilevanti” dagli algoritmi del social network.
Fa quasi tenerezza vedere l’ex sindaco oggi abboccare a una catena di Sant’Antonio come un qualsiasi analfabeta del web, perso in una solitudine della quale non riesce a farsene una ragione. Una sindrome d’abbandono di follower che, si sa, renderebbe chiunque ancora più vulnerabile nel credere a qualsiasi sciocchezza pur di tornare ad ottenere i like dei tempi che furono. Tipo quelli memorabili in cui Cialente dava lezioni di salvataggio in mare raccogliendo l’effimero consenso dei “Mi Piace” di Facebook. Purtroppo nessuno di quei mi piace è servito a salvarlo dai disastri del naufragio politico a cui stava andando incontro, lui e il suo stesso partito.
Fa invece un po’ di amarezza pensare che a cascare nella palese fake news della catena di Sant’Antonio sia lo stesso personaggio politico che per anni ha cercato di propinare ai suoi concittadini altre clamorose fake news come i voli L’Aquila-Milano; la Perdonanza patrimonio dell’UNESCO; o di essere “il Massimo esperto di ricostruzione post sismica del Paese”.

Quindi su Cialente ci rimane solo una domanda irrisolta: anche allora, ci faceva o ci credeva veramente?

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