La cultura come sviluppo per l’economia, il caso di Matera

di Laura Di Stefano | 26 Marzo 2022 @ 06:00 | CULTURA
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MATERA – Favorire la produzione culturale per incentivare l’economia locale. Alcuni programmi nazionali e internazionali, come l’istituzione della Capitale Europea della Cultura (ECoC), permettono di stabilire quanto effettivamente la cultura abbia un impatto sull’economia locale, sia in termini di investimenti, turismo, occupazione e valore aggiunto. 

L’impatto degli eventi culturali di portata nazionale e internazionale non è da considerarsi soltanto in termini di erogazione di contributi, ma deve essere visto come un trampolino per l’economia locale attraverso piani di sviluppo culturali, al fine di incidere positivamente anche sul valore aggiunto della comunità. 

Matera è stata l’ultima città italiana ad essere stata eletta Capitale della Cultura nel 2019 (tra le altre candidate figura anche L’Aquila). I benefici sul turismo e sull’economia locale di questa candidatura sono stati analizzati in un recente studio dei professori Emanuela Macrì e Francesco Samà, docenti dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. 

La European Capital of Culture (ECoC), istituita dall’Unione Europa (UE) nel 1985, nasce per evidenziare la ricchezza e la diversità culturale in Europa e favorire il contributo della cultura allo sviluppo delle città, ma rimane un’iniziativa interessante anche dal punto di vista economico. Le città interessate devono presentare un progetto di massima, viene poi istituita una commissione per ogni Paese, che ha il compito di valutare la candidature inviate, ognuna di esse deve avere degli aspetti specifici, come la realizzazione di progetti di sviluppo culturale, turistico, occupazionale, ma anche di coesione sociale.

Lo studio confronta le dinamiche della città eletta con le altre 19 città candidate. Matera viene scelta anche per riscatto sociale, in quanto simbolo dell’arretratezza del sud Italia dagli anni cinquanta, almeno fino al 1986, quando venne promulgata la legge speciale n.771 che prevedeva un ingente finanziamento per il risanamento e il restauro di Matera e nel 1993, quando i Sassi e le chiese rupestri vennero inseriti nell’elenco dei siti patrimonio Unesco

I risultati:  Secondo lo studio, dopo l’assegnazione del titolo di capitale europea della cultura, gli arrivi complessivi nella città di Matera sono aumentati del 139% rispetto al periodo precedente.  L’incremento nel numero di esercizi ricettivi è stato ampliato del 281%, realizzato sia da operatori del settore che da privati che hanno riconvertito i propri immobili. Ai numeri si aggiunge il valore umano, infatti i risultati positivi sono stati determinati soprattutto dalla numerosa partecipazione dei cittadini, volontari e non, di fatto è aumentata anche l’occupazione, legata soprattutto alla nascita di nuove strutture ricettive, il tasso di occupazione è passato dal 46,2 al 49,8%.

La Fondazione Matera ha anche indicato come l’aumento dei flussi turistici abbia generato un consistente aumento della spesa, con indubbie ricadute positive sull’economia locale.

Lo studio e i dati rilevati fanno emergere con chiarezza quanto l’iniziativa europea sia uno strumento efficace per valorizzare e promuovere destinazioni dotate di risorse culturali sottoutilizzate.

Sulla base di questi dati, in quanto cittadini, dovremmo supportare le amministrazioni a promuovere culturalmente i territori, utilizzando, nella maniera più innovativa possibile, i programmi culturali individuati nelle agende del Ministero della Cultura, oppure nel più recente Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. 

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