La crisi informatica nel sistema sanitario dell’Aquila: una sfida senza precedenti

di Alessio Ludovici | 17 Maggio 2023 @ 06:00 | CRONACA
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L’AQUILA – Una sfida senza precedenti per la sanità aquilana, se non quello del sisma del 2009 e della pandemia, ma inedita e inaspettata. All’ospedale San Salvatore del capoluogo la situazione è ancora difficile. Terminali non funzionanti, operatori che lavorano con i propri  telefonini. Il lavoro è ancora, dopo 14 giorni, organizzato con carta e penna e tanti servizi che non sono ancora ripresi. Al CUP,  segnalano in molti, si accettavano solo impegnative urgenti questi giorni. Anche la rete telefonica è ancora alle prese con l’emergenza, molti interni sono irraggiungibili dall’esterno. Stessi problemi si riscontrano in tutti i presidi sanitari della provincia dell’Aquila. Una condizione fortemente stressante per i lavoratori che stanno facendo il possibile per portare avanti il Servizio Sanitario Nazionale qui sul territorio aquilano. Un’emergenza di cui forse non si era capita la portata all’indomani dell’attacco hacker che il gruppo di cyber criminali denominato Monti ha sferrato il 3 maggio scorso e che preparava probabilmente da diverso tempo. 

La situazione sta diventando problematica. Ieri a riguardo, tutti i gruppi dell’opposizione in consiglio regionale, hanno denunciato il fatto che la Asl 1 è tornata ad uno stato da passato remoto perché, scrivono, “non può usare la tecnologia, con gravissimo disagio per i cittadini che non sanno come farsi le analisi del sangue e come usufruire delle prestazioni, anche le più elementari semplice, in essere o in itinere figuriamoci quelli diagnostiche più complesse e delicate per le cure”. Le opposizioni chiedono chiarezza alle autorità regionali e sanitarie che accusano, inoltre, di una comunicazione del tutto carente.
Oggi il PD aquilano terrà una conferenza stampa, tornerà a chiedere informazioni sulla gestione di questa emergenza e sulle sue cause che, oltre chiaramente all’attacco hacker, vanno ricercate anche nei sistemi difensivi della Asl secondo gli esperti.
Una domanda che circola anche tra i più svariati addetti ai lavori di tutto il paese: parlano unanimemente di uno degli attacchi hacker che ha fatto più danni nella storia del paese. Ieri molte testate nazionali sono tornare sull’argomento all’indomani della annuncio degli hacker di aver pubblicato tutti i dati in loro possesso. Si tratta, scrive ad esempio Wired, di dati dell’intero archivio di esami medici e analisi. Tra i dati scrive sempre Wired, analisi genetiche e valutazioni psicologiche di minori cartelle cliniche di persone affette da HIV eccetera eccetera. Due avvocati, Marco Colantoni del foro dell’Aquila e Pierluigi D’Amore del foro di Avezzano hanno iniziato a raccogliere le diffide di diverse persone. Ma rischia di essere solo l’inizio un enorme contenzioso con la Asl anche se, giova ricordare, non basta la sola violazione della privacy per configurare un diritto a risarcimento ma è necessario dimostrare un danno subito a causa di quella.
Non è noto, scrive Wired, se i pazienti siano stati informati dalla stessa Asl 1 come la legge pure prevederebbe in casi di gravi violazioni della privacy del cittadino. Sarebbe stata inviata invece, conferma la notissima rivista, la notifica al Garante della privacy. La vicenda è seguita anche dalle principali testate di cybersicurezza del paese. Cybersecurity360 parla di disastro completo per i pazienti. “Le conseguenze dell’attacco rischiano di essere di lungo periodo sulle vite delle persone“. e del resto, ricordano su Fanpage, sono già migliaia e migliaia le visualizzazioni della pagina anonima, un dominio Onion raggiungibile via Tor, su cui il gruppo Monti ha pubblicato i dati. La vicenda, scrive Alessandro Longo su Cybersecurity360, si conferma come uno dei più gravi attacchi Ransomwere della storia italiana: “Si spera – scrive nel suo follow up sulla vicenda – che si sia toccato il fondo e che, anche grazie a questa vicenda, aumenti la consapevolezza in cybersecurity da parte della pubblica amministrazione italiana, anche locale e sanitaria, storicamente il ritardo sul fronte come riconosciuto dalla vice direttrice dell’agenzia Cyber a CIN Nunzia Ciardi”. 

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