Arriva alla restituzione finale “La Conferenza degli uccelli”, il progetto curato da Libera Pupazzeria e condotto da Bedirhan Dehmen e Silvia Di Gregorio nell’ambito dell’Incubatore di creatività d’Ateneo 2026.
La performance sarà presentata a settembre all’interno di Performative 06 al MAXXI L’Aquila, in piazza Santa Maria Paganica, con due appuntamenti: il 13 settembre alle 17.40 e il 14 settembre alle 11.10.
Il lavoro, della durata di circa 30 minuti, è una performance collettiva itinerante liberamente tratta da “La Conferenza degli uccelli” del poeta persiano Farid al-Din ‘Attar.
Il progetto conclude un percorso di laboratori partecipati dedicati alla danza, al teatro e alla realizzazione di maschere e costumi.
Al centro della proposta ci sono i temi dell’identità, del potere e della capacità collettiva di creare alleanze.
“La Conferenza degli uccelli” rappresenta la conclusione dell’edizione 2026 dell’Incubatore di creatività d’Ateneo, una delle iniziative del programma Atti(di)VITA Culturali UnivAQ.
Attraverso questo progetto, l’Università degli Studi dell’Aquila promuove la condivisione della cultura, del sapere scientifico e la costruzione di relazioni con il territorio.
L’Incubatore nasce con l’obiettivo di sostenere progetti artistici e culturali in ambito universitario e cittadino.
Negli anni ha sviluppato una particolare attenzione verso le pratiche di arte partecipata, incoraggiando processi collettivi capaci di coinvolgere la comunità e di mettere in relazione competenze, linguaggi e sensibilità differenti.
“Con l’Incubatore di creatività, abbiamo scelto ormai da diversi anni di dare continuità a progetti di arte partecipata che permettano ad artisti e artiste di abitare il nostro territorio per un tempo disteso”, sottolinea la professoressa Doriana Legge, Referente di Ateneo per Arti e Cultura dell’Università degli Studi dell’Aquila.
“È un modo di intendere la presenza dell’Università nel territorio che tiene insieme radicamento e apertura: creare occasioni perché esperienze, pratiche e artisti che arrivano anche da molto lontano possano entrare realmente in relazione con i luoghi e con le persone che li abitano”, aggiunge.
Per Legge, la presenza di un artista non deve esaurirsi nel tempo breve di un evento o nella presentazione di un lavoro già compiuto.
“Cerchiamo di creare le condizioni perché possa fermarsi, incontrare le persone, lavorare con loro e lasciare che da quell’incontro nasca qualcosa che prima non c’era”, prosegue.
La scelta del poema di ‘Attar si inserisce in questa prospettiva.
“Il poema racconta un viaggio che può esistere soltanto come esperienza collettiva”, osserva Legge.
“Gli uccelli partono alla ricerca del Simorgh e scoprono, alla fine del loro percorso, che non possono separare ciò che cercavano da ciò che sono diventati nel cercarlo. Mi sembra che sia proprio questo uno degli aspetti più fertili del testo: l’idea che la conoscenza di sé non avvenga nell’isolamento, ma attraversando una relazione, un viaggio, una comunità”, aggiunge.
La dimensione interdisciplinare dell’Incubatore, che intreccia teatro, danza, arti visive e pratiche manuali, riflette la volontà dell’Ateneo di costruire una rete stabile di rapporti tra Università, enti, istituzioni, associazioni, artisti e cittadinanza.
“Dopo diversi anni di progetti di questo tipo, credo che ne vediamo anche gli effetti”, conclude Legge.
“Si sono create consuetudini, attese e relazioni; soprattutto, molte persone hanno avuto più volte la possibilità di incontrarsi attraverso una pratica artistica e di misurare diversamente il proprio rapporto con gli altri. Il teatro può creare, per un tempo circoscritto, uno spazio nel quale le relazioni smettono di essere scontate e tornano a essere qualcosa da sperimentare”, afferma.
“La Conferenza degli uccelli” sarà dunque il momento conclusivo di un percorso partecipato che ha messo insieme formazione, ricerca artistica e relazione con la comunità, portando nel programma di Performative 06 un lavoro costruito attraverso il coinvolgimento diretto dei partecipanti.








