La città del XX secolo, la due giorni dello IASRIC per capire le trasformazioni aquilane

di Alessio Ludovici | 30 Novembre 2022 @ 06:00 | RACCONTANDO
Print Friendly and PDF

L’AQUILA– Un convegno nazionale di urbanistica, “L’Aquila, la città del XX secolo”, che si è svolto nell’auditorium del GSSI organizzato dall’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea (IASRIC), dagli Ordini professionali provinciali degli architetti, ingegneri, periti e dal Collegio dei geometri e dall’Istituto Nazionale Ferruccio Parri,  è stata l’occasione per un confronto sulla storia urbana della città dell’Aquila nel corso del ‘900 come per ripercorrere le vicende di alcuni personaggi della caratura di Fabio Cannella, Cesare Rivera e Cipriano Efisio Oppo, pittore, eclettica figura del fascismo, vicecommissario di E42, la commissione per l’Eur di Roma, e poi consulente, poco ascoltato da Serena, nella città dell’Aquila.

E’ stato Fabio Andrassi, tra gli organizzatori del convegno, a ripercorrere le tappe più importanti della grande trasformazione urbana. La città, infatti, ha avuto nel corso dei secoli e fino all’Unità d’Italia una dimensione insediativa ridotta, pari a circa il 40% dello spazio all’interno delle mura. E’ solo a partire dall’Unità d’Italia che le cose cambiano. L’Aquila, con il regno unitario, perde la propria centralità strategica di terra di confine nelle dinamiche Nord-Sud, si pone quindi il problema dell’isolamento cui è costretta. “Isolamento – specifica Andreassi – non tanto geografico, quanto culturale e politico”. E’ il primo sindaco, Fabio Cannella, con il suo documento programmatico a fissare i paradigmi della modernizzazione aquilana con l’intuizione, e le richieste al governo, dell’università, dello snodo ferroviario, tema ancora scottante, della sede regionale e l’ampliamento dei confini provinciali alla Sabina. Di li in poi arriveranno la  ferrovia la stazione e via xx Settembre, ma anche il Convitto e la biblioteca, il palazzo dell’esposizione, la regia scuola industriale, l’ospedale psichiatrico. Emerge il tema del portico e quello dei quattro cantoni, adesso luogo identitario ma prima semplice incrocio. Il tutto è accompagnato da un’intensa attiva di regolamentazione urbanistica e dei lavori pubblici. L’altra svolta è il 1915, il grande terremoto della Marsica. All’Aquila sono una sessantina le vittime, ma soprattutto si contano 230 edifici rasi al suolo, oltre 5mila gravemente danneggiati e, a distanza di un anno e mezzo dal sisma, ben 6mila persone ancora nelle baracche. La normativa nazionale questa volta imprime una svolta programmatori importante e arrivano il primo piano regolatore di Tian a cui si metterà più volte mano in seguito. Il fascismo, infine, che con il piano Oppo immaginerà una risistemazione della città ben diversa da quella attuale, spunti rimasti per lo più lettera morta come il palazzo di giustizia su piazza palazzo al posto degli attuali aggregati separati da via Marrelli o la delocalizzazione di palazzo Fibbioni, per far posto sempre a un nuovo spazio pubblico, su via San Bernardino che viene idealmente riempita e diventa pianeggiate. Il fascismo, come il Regno d’Italia, vuole lasciare la sua firma e sbucano progetti un po’ ovunque, ad esempio una stazione degli autobus coperta in piazza San Marco. E poi le trasformazioni post belliche, l’edilizia degli anni ’60 e il piano regolatore degli anni ’70.

Nei due giorni di studio sono stati coinvolti 15 relatori, da Raffaele Colapietra a Cinzia Bellone, e Mario Centofanti, Enrico Cavalli, Enzo Fimiani, Francesca Romana Morelli e Giancarlo Puppo. La prima sessione è stata dedicata alla città dal 1900 al 1945. Il secondo giorno è stato dedicato al periodo tra il 1945 e il 1994 con gli interventi tra gli altri di Simonetta Ciranna, Patrizia Montuori, Fabio Andreassi, Sergio Zevi, Valeria Lupo, Umberto Dante, Giovanni Crocioni, Romano Ferrauto. Il coordinamento del convegno è stato di Carlo Fonzi, presidente IASRIC, Matteo Martini e Antonio Cappuccitti. Le conclusioni sono state affidate a Elio Piroddi.

 


Print Friendly and PDF

TAGS