La chirurgia estetica a 18 anni…ordinaria follia o legittima aspirazione a piacersi?

di Giovanni Chilante | 21 Giugno 2024 @ 05:00 | LIFESTYLE
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Intraprendenti, belli, tecnologici, spregiudicati, la generazione “dello stare sul pezzo”, la società che ti vuole multitasking, un po’ smart ed un po’ riflessivo ma soprattutto è necessario essere reattivi, di corsa sempre e comunque (per andare dove poi io personalmente non l’ho mai compreso), figli di un modello vincente che a tutti i costi deve raggiungere certi risultati.

La società nel corso degli anni ha sempre influenzato mode e tendenze, stili di vita ed approcci più o meno aderenti alla realtà. Ricordate la cosiddetta Milano da bere? Quello è stato un modello che ha fatto storia, gli anni ottanta hanno portato una ventata di novità, un modello che sembrava incontrare i desideri di migliaia di persone coinvolti in una inebriante girandola di emozioni e di possibilità. Passano gli anni e passano in fretta ed in fondo quel modello è soltanto un po’ cambiato.

Oggi c’è la tecnologia che governa le nostre vite, anche quelle private (ricordate il film del 2014 Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese? Per chi non lo avesse visto, visione consigliatissima) e di conseguenza sono cambiati i modi di relazionarsi. La società dell’immagine ha senza dubbio accelerato il processo di identificazione nei soggetti che devono essere assoluti protagonisti e dominare i complessi processi che ci sono oggi.

E tutto questo passa anche per una perfezione presunta dettata da canoni imposti: è necessario cioè essere una bella vetrina per piacere, incuriosire, presentarsi adeguatamente altrimenti è difficile entrare nei gangli dei rapporti sociali che contano o peggio ancora nel mondo del lavoro. Naturalmente queste sono considerazioni di carattere generale, non ho la presunzione di affermare che è così in termini assoluti, non è certamente una fotografia completa di quello che si vive oggi, ma ritengo ad ogni modo, che sia una buona traccia per comprendere in quale direzione stiamo virando e soprattutto quali sono le percezioni delle giovani generazioni. Sembrerebbe che da qualche anno a questa parte, molti chirurghi hanno lanciato un segnale preoccupante che riguarda giovani e giovanissime ragazze.

Nel fiore degli anni, una percentuale sempre crescente ricorrerebbe alla chirurgia estetica per “ritocchini e aggiustamenti” in alcune parti del corpo con l’avallo ed il consenso di mamma e papà. Ed allora cosa sta succedendo? Qual è il confine tra la legittima aspirazione a piacersi e l’eccessivo ricorso ai bisturi per apparire secondo certi canoni a tutti i costi? Perché questi processi che fino a qualche anno fa erano considerati relativamente normali se la persona era una cinquantenne od un maschietto con la sindrome di Peter Pan, oggi riguardano giovani ragazze che hanno appena diciotto anni?? Insomma, una lettura sempre più complessa della società di oggi e che coinvolge nella riflessione anche il ruolo dei genitori e dunque della famiglia. Per provare a comprendere meglio questo fenomeno, abbiamo coinvolto Vittorio Sconci, psichiatra di lungo corso e personalità capace di entrare in maniera profonda nelle pieghe di questo contesto sociale. Non è più una questione solo di estetica ma anche qualcosa che parte dalla mente e Sconci può aiutarci a definire meglio i contorni di questa complessità.

Vittorio Sconci, moltissimi giovani soprattutto ragazze appena diciottenni ricorrono alla chirurgia estetica per migliorare il loro aspetto. Una tendenza emersa negli ultimi anni…è un segnale di inadeguatezza con il proprio corpo o sono le mode che impongono certi canoni?

Premettendo che la Chirurgia estetica gioca un ruolo importante per risolvere condizioni fisiche che pregiudicano il benessere psichico di molte persone, l’attuale ricorso diffuso a questa pratica da parte degli adolescenti merita alcune riflessioni anche perché rischia di diventare una moda a cui partecipano anche molti genitori. In primo luogo bisogna sottolineare la necessità di impedire i così detti “ritocchi” agli adolescenti perché vivono un periodo travagliato della loro vita nel corso del quale inizia un faticoso processo di accettazione del proprio corpo che innesta vere e proprie crisi di identità all’interno delle quali, in un periodo di tumultuoso cambiamento corporeo, potrebbero evocare bisogni temporanei di modifica della propria  estetica del tutto avulsi da una corretta percezione di se stessi e che sono destinati a scomparire nel corso degli anni. Quindi è da considerarsi vietato ogni intervento estetico nel corso della adolescenza anche perché in quel particolare periodo è facile identificarsi con personaggi noti che esercitano pratiche estetiche legate alla propria età certamente molto più avanzata rispetto all’adolescenza nel corso della quale non si è ancora definita la identità fisica di ciascuno di noi.

Un argomento complesso ed articolato che comprende anche la presenza ed il coinvolgimento dei genitori che sembrerebbero disposti a regalare per il 18 anno di età un impianto di protesi al seno per fini estetici. Al di là dei rischi che sembrerebbero reali per la salute, mi interessa un suo parere su questo “approccio genitoriale”…

Ritornando ai genitori, mi sembra di intravedere una grave immaturità di fondo che privilegia l’immagine rispetto ad altri contenuti della vita. Ma soprattutto si tratta di una immagine falsa che oscura contenuti anche più importanti della bellezza che giocano ruoli significativi nella nostra vita relazionale. Molto spesso il pensiero erotico è più stimolato da elementi, come per esempio la cultura, diversi dalla perfezione del proprio corpo ma lo stesso capaci di suscitare curiosità e piacere. Quindi al diciottesimo anno un invito alla lettura potrebbe aprire spiragli di interessi capace di evocare una visione del Mondo e della vita più complessa tanto da mettere in pista curiosità tali da scambiare la gerarchia dei nostri valori. È difficile che un marito o una moglie vengano scelti nel corso di un concorso di bellezza, è molto facile invece che gli stessi vengano scelti tra chi è in grado di garantire amore, sicurezze e doti caratteriali.

Sconci..la sindrome del “Forever Young” ha invaso ormai la concezione della nostra vita? Giovani, belli, audaci, talvolta spregiudicati…dietro tutta questa sicurezza, si nasconde forse un’inquietudine esistenziale?

Il bisogno di rimanere sempre giovani è da considerarsi una malattia vera e propria. La maturità personale si raggiunge allorché si sia in grado di accettarsi in tutte le fasi della vita con le conseguenti variazioni fisiche ed esistenziali. Pensare di poter evitare queste metamorfosi naturali significa essere fermi alla fase adolescenziale e vivere se stesi in funzione di un ipotetico giudizio estetico da parte degli altri: una innaturale abdicazione ad una percezione personale superficiale e priva di contenuti profondi da esaltare e diffondere alle future generazioni. Eterni bambini che continuano a giocare sulla “pelle” dei loro figli senza rendersi conto della gravità di una condizione psicologica che li priva del piacere di preparare, con l’esempio personale, le nuove generazioni alle difficoltà ed anche alle gratificazioni che danno il vero senso alla nostra esistenza. Piccoli nani al confronto di chi è capace di mettersi in gioco ed investire sul proprio futuro.

Per concludere…non c’è alcun dubbio che oggi c’è più consapevolezza di libertà di fare scelte riguardo al proprio corpo…ma non le sembra paradossalmente che si è prigionieri di uno standard di bellezza che a sua volta omologa tutta la società?

Come dicevo prima, la bellezza è un'”insieme” di caratteristiche personali, tra cui un ruolo importante è affidato all’immagine corporea. Ma questa non basta! Insisto nel dire che anche l’erotismo è suscitato da altri elementi oltre a quello della bellezza fisica. Ridurre tutto all’estetica non solo significa omologare ma anche e soprattutto svuotare di contenuti importanti le nostre relazioni. Un rischio che certamente corriamo ma che abbiamo l’obbligo, in particolare come genitori, di evitare proponendo ai nostri figli contenuti che stimolino canoni diversi da quelli suscitati dalla pubblicità ed esaltando, nelle nostre discussioni familiari, la capacità di rispettare ed ascoltare le opinioni degli altri. In sostanza una palestra dove le idee prendano il sopravvento sulle asserzioni e la complessità prevalga sulla banalità di cui il culto della bellezza occupa uno spazio ragguardevole. 


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